Atlantide casa editrice dell’anno 2021 – Robert Nathan autore dell’anno.

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Paolo Romano

Paolo Romano

È Atlantide la casa editrice dell’anno 2021. La nostra scelta ricade senza ombra di dubbio su questo piccolo-grande marchio che punta ad una editoria di qualità. Pochi libri ogni anno, tiratura limitata per ogni titolo, 999 copie numerate (fa fede il timbro a inizio di ogni volume), una grafica coerente, sobria, piena di evocazioni anche nella semplicità del marchio editoriale: in copertina la scritta Atlantide appare semisommersa, come a richiamare il mitico continente perduto, il mondo d’oro d’un civiltà sapiente che visse in un tempo mitico. Unici e irripetibili anche gli autori scelti per un catalogo che sembra sottratto alle categorie del tempo: dal principe rumeno Matila Costiescu Ghyka, che traccia il ritratto di un mondo perduto (quello dell’Europa tra le due guerre), all’outsider Colin Wilson. Ma l’autore dell’anno è un altro e per alcuni suonerà sconosciuto. Va, infatti, ad Atlantide il merito d’aver pubblicato in Italia uno scrittore tanto prolifico quanto conosciuto negli Stati Uniti: Robert Nathan (New York 1894 – Los Angeles 1985). Cosa si può dire di questo genio creativo? Ha inventato il realismo magico prima ancora del sudamericano Marquez, ammanta ogni suo storia di una misteriosità sfuggente e inafferrabile, sa raccontare la poesia del quotidiano che si nasconde nelle cose di ogni giorno, nei rapporti di coppia, in quelli interpersonali, nella società. Non c’è felicità senza inquietudine e viceversa, lo scrittore ne ha fatto il perno dei suoi romanzi. Basta leggerne uno per rimanere folgorati da uno stile singolarissimo e per poi riconoscere questo stile a occhi chiusi, in ogni altro titolo che si può leggere senza che nessuno vi riveli l’autore: lo ricondurrete subito a Nathan. Il consiglio è di cominciare con “Viaggio incantato”. Al centro del romanzo c’è la storia di Hector Pecket , di professione carpentiere. L’uomo vive in una situazione di quasi indigenza in una casa nel quartiere Bronx di New York. Tutto il suo tempo libero lo trascorre nel cortiletto della sua abitazione dove si dedica alla progressiva costruzione, pezzo dopo pezzo, di una barca con cui sogna di imbarcarsi dalla metropoli per un’avventura nel grande oceano Atlantico. La barca porta il nome di sua moglie Sarah Pecket, che però ha uno spirito pragmatico e poco incline a condividere le fantasticherie del marito. La donna, infatti, si impegna a vendere l’improbabile imbarcazione ad un macellaio che intende farne un chiosco di hamburger. Forse è proprio questo smacco a far decidere il protagonista alla grande fuga: in una notte di pioggia e di tempesta, Mr Pecket scappa con la barca per intraprendere il viaggio di tutta una vita. Con lui partono due compagni di viaggio, a loro volta in fuga da una vita disastrata e inappagata: la cameriera Mary e Mr Williams, dentista girovago. Viaggio incantato, che viene per la prima volta pubblicato in italiano con la puntuale traduzione di Flavia Piccinni, è l’espressione dell’irruzione nel quotidiano della nostra sete di orizzonti puri e assoluti. A bordo della barca di Mr. Pecket ciascuno si sentirà a casa, come a far salire le proprie più segrete aspirazioni, quel cantuccio segreto dove nessuno può entrare. Si può proseguire con “Viaggio sul fiume”, dove persino la morte diventa materia poetabile per una folle avventura a tu per tu con la vita. A seguire Nathan ci offre con “Ritratto di Jennie” una scrittura metafisica su carta, una romanticissima e ideale storia d’amore dove tutto assumo i contorni della visionarietà più sublime. È un mistero dolce, che si scoglie come cucchiaini di miele, pagina dopo pagina, senza mielosità, ma con l’intensità di una storia che fende l’anima. L’epilogo stesso, in maniera singolare, si inquadra nella cornice di una drammaticità smorzata dal lirismo. Ma Nathan non può essere raccontato, va letto. Leggere per credere.