Breve biografia curiosa della lingua italiana

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È una breve biografia della nostra madre lingua quella sapientemente curata da Fiammetta Papi  con il suo libro “La lingua italiana in 100 date”. Dalle origini ai giorni nostri, il volume sintetizza al meglio le tappe che hanno portato l’italiano a diventare una lingua apprezzata, studiata e cercata in tutto il mondo. Non è però – si badi bene- una semplice cronologia. Ogni data rappresenta una pagina, una storia, una tappa di una vicenda millenaria fatti di evoluzioni, discussioni, innovazioni apportate da studiosi e scrittori. Un libro che si può leggere in senso cronologico o prendendo una data a caso. “Il merito di Fiammetta Papi – scrive Luca Serianni nella prefazione – è quello di aver riunito, con una dottrina pari solo all’affabilità del tono, date significative non necessariamente in sé, ma per i fenomeni profondi che testimoniano e che ci permettono di ricostruire, da una prospettiva insolita, le grandi vicende storico-linguistiche”.  A sua volta l’autrice, nell’introduzione, ricorda l’antichità della nostra lingua che ha precorso di almeno mille anni l’unità d’Italia: “È tradizione individuare l’atto di nascita della nostra lingua nei Placiti campani o cassinesi (960–963): quattro documenti redatti a Capua, Sessa Aurunca e Teano che testimoniano per la prima volta l’uso della lingua volgare in un atto giudiziario (placito significa ‘sentenza di un’autorità giudiziaria’). Nel più antico di essi, il Placitocapuano del marzo 960, il monastero benedettino di Montecassino è riconosciuto possessore di alcune terre grazie alle deposizioni di tre testimoni dinanzi al giudice Arechisi: Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti ‘so che quelle terre, nei confini qui riportati, sono state in possesso dei Benedettini per 30 anni’. La formula è riportata in volgare all’interno dell’atto, per il resto rogato in latino dal notaio Adenolfo. L’interferenza del latino è ancora evidente nelle parole di giuramento”, ma da quell’atto giuridico comincia un’avventura linguistica affascinante. Riassumere, divulgare, sintetizzare offrendo spunti di approfondimento che ciascuno può poi percorrere per conto proprio: è questo il vero obiettivo centrato da Papi che sa mettere in primo piano la cavalcata di secoli che ha portato la nostra lingua a farsi specchio originale della storia. Così, ci ricorda che nel 1612 a Venezia è stata stampata la prima edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca, istituzione culturale che, rinnovandosi, sopravvive ancora oggi con le stesso finalità. Molto interessante e ricco di spunti anche il capitolo finale, quello dedicato agli anni 2000-2020. Esiste già un italiano del terzo millennio? La risposta nel libro. A noi ha ricordato un aforisma che si preste ad esser letto in chiave metaforica: “Parlo in spagnolo a Dio, in italiano alle donne, in francese agli uomini e in tedesco al mio cavallo”. È una celebre frase tradizionalmente attribuita all’imperatore spagnolo Carlo V (quello in cui nel regno non tramontava mai il sole per la vasta estensione dello stesso). Non sappiamo se fosse davvero un gran seduttore, ma poco importa. A sedurre è in sé la lingua italiana, lingua da sempre vicina alla poesia.

Fiammetta Papi
“La lingua italiana in 100 date”
Prefazione di Luca Serianni
Della Porta editore
Pagg.  236 – euro 12.00