Cibo e cultura nell’antica Roma dalla a alla z

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La storia dell’impero romano passa anche attraverso la tavola. Questo libro, gustoso è il caso di dire, ha il pregio di non seguire la moda dei tanti pseudo ricettari storici che oggi troviamo in libreria. E’ un volume compendioso che passa in rassegna le tante declinazioni culturali e gastronomiche degli antichi romani in fatto di cibo. “Panem et Circenses”, al di là del titolo che riprende unantico adagio romano, rende anche bene la ludica e l’estetismo – talvolta truculento altre volte più raffinato – che caratterizzava l’arte della tavola secondo gli abitanti dell’urbe e dell’impero. Esotismi, pietanze barocche, grandi animali farciti con l’inverosimile, e anche abitudini singolari come le cene così esagerate ed abbondanti da costringere i commensali a vomitare più volte per poi tornare ad abbuffarsi. I Romani erano davvero strani in fatto di abitudini alimentari e persino l’uso di mangiare sdraiati sul classico triclinio annoi appare un tantino scomodo e contrario all’ergonomia della degustazione. Ovviamente, per la storia, non potevano far uso di pomodoro, pasta, riso, il caffè e tè, ma per altri prodotti non erano così diversi da noi ed in fatto di sperimentazioni erano dei veri maestri. Certo l’agrodolce andava molto di più e se oggi appare come un ritorno allora era parte integrante di ogni menu. Mal comune mezzo gaudio persino attraverso la storia, così appare quasi confortante scoprire, attraverso le pagine intense del bel libro Alberto Jori che anche nell’antica Roma obesità e sovrappeso erano problemi – per i ricchi – difficili da risolvere e bisognava chiedere soccorso anche ai medici, ieri come oggi. Jori ci ricorda che all’ombra del Colosseo il peso eccessivo era una condizione diffusa, tantoche Catone il Censore – in versione di animalista ante litteram – si preoccupava dei poveri cavalli pagati dalle finanze delloStato per quei cavalieri troppo corpulenti, che avrebbero affaticato eccessivamente il malcapitato quadrupede. Parimenti, la dieta suggerita dal medico Galeno nel II secolo d.C. suggerisce cibi e pratiche che potrebbero essere valide ancora oggi. E che dire degli spettacoli? Come noi oggi abbiamo il vizio-abitudine di guardare la tele mentre consumiamo i pasti, allo stesso modo i Romani si ingozzavano persino quando andavano agli spettacoli. In conclusione, quella di Jori assomiglia ad una piccola ed esaustiva enciclopedia sul tema in questione. Consigliata a studiosi, studenti, storico, docenti, cuochi, chef, curiosi, gastronomi ed a quanti sanno che la Storia passa anche attraverso il piatto.

Alberto Jori
“Panem et circenses” – Cibo, cultura e societá nella Roma antica
Nuova Ipsa Editore
Pagg. 480 + 32 di tavole fotografiche – euro 49.00