CIRCE, ESTETICA DEL MITO

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Se è vero che nei miti greci essenziale è il concetto di metamorfosi, così mirabilmente espresso da Ovidio, è vero anche che il mito si presta a sempre nuove affabulazioni. Il fatto che si continui a mantenere vivi i personaggi dell’Olimpo a distanza di millenni è espressione dell’infinito desiderio dell’uomo di raccontare, di dare vita a nuove creature di parole, di sollevare il sipario dell’immaginifico. È quanto ha fatto una scrittrice di talento come Madeline Miller con il suo romanzo “Circe” (Sonzogno editore). Partendo dal tessuto mitologico, da quanto sappiamo dal racconto omerico e dalle altre fonti greche, Miller “tesse”  – è il caso di dire – una storia che fa della meraviglia l’ingrediente principale, accompagnando il lettore in un mondo popolato da creature divine e superumane. La Circe raccontata dall’autrice americana non è più la semplice maga dell’Odissea che  trasforma i suoi amanti in maiali. Nel romanzo c’è tutta la sua alchemica esistenza e il suo sentirsi vicina ai mortali ne fa un’eroina a tutto tondo. Figlia di Elios, dio del sole, e della ninfa Perseide, è una piccola cenerentola rifiutata dai genitori, negletta, umiliata, esiliata su un isola deserta dove non può nuocere. Ed è proprio da quell’esilio che prende il via la parte più avvincente del romanzo, con la protagonista che diventa esperta nell’uso magico delle piante, impara a addomesticare le bestie selvatiche, potenzia le arti magiche che ha ricevuto in dono con la sua natura divina. Circe appare come una divinità fortemente passionale, non tanto per le tipiche scappatelle degli dei cui siamo abituati, quanto per il suo mondo intenso di vivere  amore, amicizia, rivalità, paura, rabbia, tanto con i suoi “colleghi” di stirpe  divina quanto con i mortali. Un romanzo intenso, che nella lettura apre ad immagini potenti e indelebili e che potrebbe essere adottato  nei licei, se non altro per proporre una lettura alternativa agli studenti che si avvicinano alla mitologia e al mondo classico.

Madeline Miller
“Circe”
traduzione di Marinella Magrì
Sonzogno Editore
Pagg. 411 – euro 19.00