Il singolare breviario di Emil Cioran

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Si dice, a ragione, che il miglior modo per conoscere veramente uno scrittore sia quello di leggerne i diari e non solo per conoscerne vita, aneddoti, vicende, incontri. Spesso nei diari si nascondono stili, ossessioni, particolari estetici che nelle opere vere e proprie spesso sfuggono. Ne è un esempio il diario di Emil Cioran, composto di 70 divagazioni su tutto lo scibile, attraverso un’esistenza contaminata dalla sete di sapere e di un sapere che si nutro di ogni possibile anelito esistenziale. Il  “più straniero fra gli stranieri di Parigi” – come l’autore stesso si definì – si trasforma in una sorta di oriundo, pronto a miscelare la cultura rumena con quella francese, tra apporti, citazioni, fusioni, corto circuiti che danno vita ad una prosa diaristica ricca di spunti per il lettore più attento. Passati al vaglio della sua riflessione, gli episodi che Cioran racconta sfuggono ad ogni classificazione di genere. Sono pagine di diario, ma sono anche pagine di vario, perché dentro le righe del suo “Breviario dei vinti” scorre la vita come fiume in piena.

Emil Cioran
“Breviario dei vinti”
traduzione di Cristina Scagno
Cura e postfazione di Roberto Scagno
Voland editore
Pagg. 160 – euro 13.00