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IncartaMenti
Rubrica di recensioni a cura di Paolo Romano
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QUELLO SPIRITO NOMADE CHE C’INSEGNA A
VIVERE
La
vita dell’uomo sulla terra è cominciata nel segno del
nomadismo e ci sono ancora oggi popolazioni che vivono
un’esistenza “cinetica” facendo dello spostamento una
condizione esistenziale. Da queste genti erranti, custodi di
antiche culture e tradizioni millenarie, l’uomo può trarre
preziosi insegnamenti, etiche profonde, valori universali
che insegnano a rispettare la natura traendone ispirazione
per la propria vita di tutti i giorni. Questo libro è
davvero prezioso, perché documenta, con dovizia di
suggestioni testuali e un corredo fotografico eccezionale,
una sorta di geografia antropica alternativa. Dai Peul ai
Tuareg del Sahara, dai Kazaki delle steppe asiatiche ai
Nenet siberiani, i popoli nomadi rappresentano per noi un
esempio di vita che nessuna artificiosa e modaiola “scuola
di sopravvivenza” potrà mai insegnarci. Ci insegnano come la
vita trionfa sempre sulle avversità, come si possa
sopravvivere in condizioni estreme, a temperature torride o
polari, dove il sole e il gelo rendono difficile l’esistenza
su una terra spesso inospitale. Cose che noi consideriamo
servizi essenziali come luce, acqua, corrente elettrica,
riscaldamento, aria condizionata, sono sconosciuti a popoli
che vivono di poco e con poco. Eppure ci trasmettono una
ricchezza grande. Il valore di un’esistenza che sa leggere i
segni della natura, ne conosce le leggi, ne vive i ritmi e
le stagioni, inserendosi in essa in armonia. La vera
ecologia nasce dai loro comportamenti pratici: rispettano
gli animali, le piante, ogni cosa creata; si spostano
continuamente per non impoverire il territorio, non sanno
cosa sia lo sfruttamento intensivo, non usano pesticidi, non
sprecano né cibo né acqua né ogni altra risorsa; onorano
l'ospitalità e praticano la solidarietà; sono frugali e
fieri; educano i figli alla dignità, al coraggio e
all'amicizia. Sono testimoni e custodi di una saggezza che,
pur nella diversità delle etnie e delle latitudini, sembra
accomunare tutte le popolazioni in questione per una
trasversale saggezza. Ed è proprio questa saggezza che, con
la loro esperienza trentennale, Tiziana e Gianni Baldizzone,
hanno saputo mettere su carta con messaggi sintetici e
immediati, senza inutili digressioni intellettualistiche. E’
un libro veramente per tutti.
Gianni Baldizzone, Tiziana Baldizzone
“Spirito nomade”
Gallucci Editore
Pagg. 232 (formato: 28 x 28 cm)- € 38,00 |
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NUOVA DISCESA AGLI INFERI PARTENOPEI
Peppe
Lanzetta torna a scrivere della Napoli più scomoda, quella
fatta di malavita e degrado umano, ma anche di tanta voglia
di riscatto che per contrasto emerge dai sui scritti.
Lanzetta riesce a fare narrativa sociale senza proporselo,
senza voler forzare gli schemi narrativi e con stilemi tutti
suoi, con una scrittura inconfondibile che si riconosce
subito, con un stile che potremmo definire di crudo
realismo, ma anche di lirismo nero, perché c’è sempre una
poesia nascosta nelle sue storie. Storie di inferno e
perdizione, sempre però trasudanti speranza. Si intitola
proprio “Inferno napoletano” l’ultimo romanzo di Lanzetta
pubblicato con Garzanti. La storia è quella di Vincent
Profumo, dietro cui si nascondono le vicende di uno dei boss
più feroci e potenti della camorra. Sintetizzando in questo
personaggio quanto mai vero paradigmi e grammatiche della
camorra, cui siamo abituati ormai da decenni, Lanzetta mette
in evidenza le contraddizioni di un mondo con le sue leggi e
la sua vita sociale. Un mondo dove si può essere al contempo
sanguinari e pluriomicidi ma anche appassionati di musica
lirica e devoti di Padre Pio, eleganti e meschini, generosi
e spietati, crudeli verso i poveri e protagonisti di una
sorta di assistenzialismo sociale. Vincent Profumo è
circondato dalle sue donne: la moglie e le figlie MariaSole,
MariaLuna e MariaStella, così battezzate in omaggio a Maria
Callas. Nella trama si insinua una nuova faida.Vincent si
ritrova alle prese con il Cinese e la nuova mafia che arriva
da Oriente. Negli scontri a fuoco non c’è spazio per i
sentimentalismi e il sangue scorre a fiumi. Lo scrittore
napoletano però, quasi come una sorta di Zola contemporaneo,
irrompe nella psicologia del personaggio, ce ne racconta le
emozioni dal didentro, viola l’intimità del boss, spesso più
difficile da valicare dei bunker e dei fortini armati che
sono le ville dove vivono i malavitosi. Infernapoli è un
romanzo difficile da etichettare, nella sua bellezza e
intensità sfugge ad ogni tentativo di circoscriverlo in un
genere univoco. Noir e poesia, romanzo giallo e sociale,
viaggio nella criminalità e nell’uomo, indagine su Napoli e
metafora del Sud: sono tutti aspetti compresenti nell’opera
di Peppe Lanzetta. Un libro forte e intenso. Il personaggio
di Vincent Profumo, con tutte le contraddizioni della
napoletanità, non si dimentica facilmente.
Peppe Lanzetta
“Infernapoli”
Garzanti Editore
Pagg .264 – euro 16.60
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GENGIS KHAN IL CONQUISTATORE DEL MONDO
Il
cinema ci ha aiutato molto ad immergerci in pagine di
storia, vicende e protagonisti di culture a noi lontane. Ma
non sempre le pellicole hanno il crisma della precisione e
della reale attinenza storica e non sempre sono avvincenti
come questo saggio-racconto-approfondimento che ha il pregio
di farci tuffare nel mondo di Temüjin, meglio noto come
Gengis Khan, sovrano incontrastato di buona parte del vasto
continente asiatico, di una parte di mondo troppo spesso
dimenticata nell’economia di un percorso storico visto dalla
prospettiva occidentale. René Grousset ricostruisce l’epopea
di Gengis, partendo dalla sua mitica nascita, secondo la
leggenda dall'accoppiamento tra il Lupo Grigio-blu e la
Cerbiatta Selvatica, capostipiti di quella che diventerà la
«razza di ferro» dei Mongoli, un popolo abituato a vivere
nelle condizioni più estreme e capace di gesti e stili di
vita che ai nostri occhi moderni appaiono quasi sovrumani.
Come in ogni mito che si rispetti, l’origine della stirpe è
indagato a fondo, partendo dagli avi, per una genealogia che
è infarcita di aneddoti sorprendenti e gesta eroiche. Fino
ad arrivare a Gengis, il bambino dagli «occhi di fuoco» che
si sbarazza di fratelli e rivali per essere l’unico
incontrastato signore del potere, espandendo sempre di più i
suoi domini ed a diventare a tutti gli effetti “il signore
del mondo”. Conquisterà l’egemonia dopo leggendarie
battaglie, passate in second’ordine nelle nostre cronologie:
la «battaglia nella tempesta» (contro l'intrigante fratello
di sangue Jamuqa), la battaglia dei «Settanta mantelli di
feltro» (contro le ultime resistenze tatare). Un impero
geograficamente sconfinato, fino al palazzo imperiale di
Pechino e lungo la mitica Via della Seta. Alla fine emerge,
come in un grande ritratto, un profilo che sviscera tutto il
carattere contraddittorio del Khan: capace di ferocia e
dolcezza, saggezza e brutalità, gesti animalesche e alta
diplomazia, spietatezza e mitezza. Con il suo stile
impeccabile, Grousset è capace di narrarci al tempo stesso
le gesta di un grande sovrano e ad offrirci l’affresco
storico inedito di un popolo di conquistatori. Una civiltà
ancestrale, dove tradizioni e valori si ispirano alla natura
selvaggia dei luoghi per diventare cultura. La storia si
nutre anche del mito e viceversa.
René Grousset
“Il Conquistatore del mondo”
Edizioni Adelphi
pagg. 337 – euro 24.00 |
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IL FASCINO DELL’ORIENTE IN UN VIAGGIO
D’AUTORE
La
letteratura di viaggio, nel presentarci la geografia dei
luoghi, risente molto della capacità dell’autore di
descrivere paesaggi fisici e soprattutto antropici. E’ il
paesaggio umano, con le sue coordinate culturali, folclori
che, ambientali, artistiche che interessa maggiormente Dos
Passos, in questo suo affascinante pellegrinaggio in
Oriente. L’autore si immedesima con le popolazioni che
incontra, si immerge nella loro vita quotidiana, ne
condivide alcuni aspetti per meglio comprenderne l’essenza e
la differenza. Così, nella sua scrittura, vediamo come in
una pellicola la strada percorsa: «Con il passare dei
giorni, le colline si fanno sempre più aride e spoglie, il
treno avanza sempre più lentamente, i capistazione hanno
baffi sempre più lunghi e l’uniforme sempre più trasandata,
e poi ci ritroviamo a serpeggiare tra un mare verde
brillante e promontori gialli riarsi dal sole. D’un tratto
il treno è intrappolato in mezzo a mura fatiscenti color
senape, e le rotaie si infilano tra cipressi e cumuli di
immondizia. Il treno non si muove quasi più, ma poi si
arresta impercettibilmente come a un binario morto. Ci
siamo? No, sì, deve essere… Costantinopoli». Pare anche a
noi di vederla, con uguale sorpresa e stupore, la capitale
sul Bosforo. E’ lo stesso Dos Passos, lontano da ogni
cartolinismo, ad indagare le motivazione d’una fascinazione:
«Perché ho tutta questa voglia di trascinarmi per l’Oriente?
Cosa me ne importa di questi frammenti avvizziti dei vecchi
ordini, di queste religioni defunte, di queste rovine che
pullulano delle larve della storia?». Il viaggio di John Dos
Passos attraverso i Balcani, la Turchia, il Caucaso e il
Medio Oriente, si svolge tra l’altro in periodo storico
particolare. È il 1921, la parte orientale del globo è
interessata da importanti cambiamenti sociali, politici e
culturali. Dos Passos li attraversa in pieno e prova a
documentarli attraverso le pagine di un diario di viaggio di
grande profondità e leggerezza. Sono prose che assumono
spesso i connotati della poesia, parole cariche di
fascinazione che fanno del lettore un compagno di viaggio. I
registri si intersecano, per una scrittura densa e ricca,
capace di meravigliare: «i vecchi con le barbe cremisi, i
turbanti enormi, bianchi, blu, neri, verdi, appollaiati su
zucche pelate, gli asini bianchi, le cupole a uovo di
pettirosso, i campi di papaveri bianchi da oppio». Un libro
bellissimo, un tassello fondamentale per chiunque coltivi la
passione per la letteratura di viaggio con una piccola
biblioteca di settore.
John Dos Passos
“Orient Express”
Donzelli editore
pagg. 208 – euro 18.00 |
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LA CADUTA DI ROMA: CONTRIBUTI PER LA
COMPRENSIONE DI UN REBUS STORICO
Raccontare
la storia come un romanzo avvincente, documentare le vicende
storiche con una scrittura che prende e cattura il lettore.
Adrian Goldsworthy ci riesce bene nel suo “La caduta di
Roma”. Un volume corposo ma mai noioso, dove lo studioso
prova a svelare i rebus storici che ancora persistono dietro
i reali motivi che hanno portato al crollo dell’impero di
Roma “caput mundi”. Il libro, edito da Elliot, indaga il
percorso lungo di decadenza della superpotenza
dell’antichità, un periodo che va dalla morte di Marco
Aurelio fino al 476 d.C. Il testo, premiato dal «Washington
Post» come uno dei migliori libri di storia dell’ultimo
decennio, nasce da anni e anni di ricerche dell’autore che è
un autorevole storico inglese. Ma al di là delle grandi
capacità divulgative, l’opera monumentale si distingue per
la nuova chiave di lettura che fornisce sull’intera vicenda
storica. L’assunto da cui parte è che per capire fino in
fondo i motivi che hanno portato alla scomparsa dell’impero
romano d’occidente è necessario ripercorrere quanto accaduto
nei tre secoli precedenti. Una pagina storica, quindi, chesi
è consumata lentamente, attraverso una lunga guerra civile.
Per lo storico inglese le invasioni barbariche vanno
considerate come il sintomo della fragilità e della
instabilità dell’Impero e non la sua causa scatenante. Un
effetto, quindi e non la causa. Troppi romanzi fantasiosi su
Roma antica ci hanno fatto perdere il senso vero della
storia. E’ proprio quest’ultima, raccontata con perizia e
fascinazione, ad assomigliare ad un grande romanzo le cui
pagine scorrono come scorre il tempo.
Adrian Goldsworthy
“La caduta di Roma”
Elliot edizioni
pagg. 576 - euro 35,00 |
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UN MAESTRO DI SAGGEZZA PER IL TEMPO
PRESENTE: RAIMON PANIKKAR
Questo
libro è una gemma preziosa per chi cerca delle risposte ai
tanti e complessi interrogativi che riguardano il mondo
contemporaneo; dà importante per una arricchimento dell’uomo
nella sua integrità, avvalendosi dei contributi che
provengono dalla diverse culture e dalle diverse esperienze
religiose. Sviluppato come un dialogo tra maestro e
discepolo, il testo interroga una delle personalità mistiche
più importanti degli ultimi cento anni: Raimon Panikkar. A
poca distanza dalla morte ne rappresenta quasi il testamento
spirituale, una sorta di ultimo diario, rivisto da lui
stesso prima della scomparsa. A guidare il faccia a faccia
con il maestro è il giornalista Rai e vaticanista Raffaele
Luise, che è stato suo amico e lo ha incontrato a più
riprese. Ne viene fuori un dibattito di natura esistenziale,
un serrato confronto sui temi etici, economici, politici,
religiosi, culturali: dalla globalizzazione alla teologia
della liberazione, dal capitalismo al libero mercato, dal
rapporto tra le religioni al dialogo interculturale. Non un
quindi un dialogo sui “massimi sistemi”, ma piuttosto il
tentativo di proporre degli spunti di riflessione per il
tempo presente. Il racconto di un saggio è sempre ricco di
spunti per proposte di vita concrete e scenari realistici
dove operare il cambiamento. Lontano da ogni facile
sincretismo, Panikkar si era «votato a tre religioni senza
averne tradita nessuna». E’ stato sacerdote cattolico e al
tempo stesso buddhista e induista, nel senso che, come
Gandhi, ha saputo attingere alle grandi sorgenti della fede,
della preghiera e delle culture antiche, ad un sapere che si
perde nella notte dei tempi.
Raffaele Luise
“Raimon Pannikar- profeta del dopodomani”
Edizioni San Paolo
Pagg. 318 - € 18,00 |
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COME CURARE LA NATURA ADDOMESTICATA
Aumenta
la passione per il verde domestico. Sui nostri balconi
spesso si nascondono, pur nello spazio circoscritto, piccoli
giardini pensili, orti in miniatura, aiuole e fioriere di
grande bellezza che danno un tocco di colore ai nostri
centri urbani. E’ stato pubblicato di recente, per i tipi di
delle edizioni Gribaudo, un buon manuale per tutto ciò che
attiene “Il verde in casa”, dalle piante per appartamento a
quelle per i terrazzi, un vademecum chiaro, molto curato e
con un ricco corredo fotografico, un libro pratico e bello
anche a vedersi, una monografia che, dalla A alla Z, ci
accompagna ad un apprendimento di giardinaggio urbano per
quanto hanno o vogliono coltivare di più il proprio pollice
verde. Si parte dalle cose più elementari da sapere,
passando per la scelta delle piante, la loro posizione
ideale, come annaffiarle, come poterle, come curarle, come
eliminarne i parassiti, concimarle, etc. I paragrafi
specifici consentono di approfondire di volta in volta, ciò
che interessa: come prendersi cura delle piante da
appartamento, Creare spazi verdi su davanzali, balconi e
terrazzi, conoscere e coltivare le piante grasse. Per finire
una sezione dedicata all’arte orientale, con “Il
meraviglioso mondo dei bonsai”, con una simbologia forte,
legata all’idea di ricreare un microcosmo nello spazio di un
vaso, dove un albero di tanti anni è compresso in poca terra
e nutre una sua piccola cosmologia. Per molti prendersi cura
delle piante negli ambienti domestici non è più soltanto un
hobby, ma una sorta di terapia contro lo stress, un modo per
contribuire all’ossigenazione delle città, per dare il
proprio contributo ecologico al mondo, una forma di
meditazione pratica. Sono fiorite persino delle scuole di
pensiero sul giardinaggio domestico. Questo è invece un
libro molto pratico, che aiuta a cavarsela in ogni
situazione. Leggere, coltivare, aspettare, vedere crescere e
fiorire le piante curate con tanto amore a casa, sui
davanzali, sui terrazzi e sui balconi dà delle emozioni che
solo chi le ha provate può capire. “Verde in casa” è un vero
e proprio “giardiniere di carta”, una serra di immagini e
parole da cui imparare un sapere prezioso, dove coltivare,
studiando, le architetture del proprio giardino in
miniatura.
Aa.Vv.
“Verde in casa”
Edizioni Gribaudo
pagg. 288- € 14,90 |
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PROVE DELL’ESISTENZA STORICA DI GESU’
Studiamo
la storia per tutta la vita, ma non sempre i libri ci
aiutano ad approfondire la figura storica di Gesù,
considerato spesso solo come materia “religiosa”. Eppure, a
ben vedere, non esiste personaggio storico più importante di
Cristo, tanto da dividere in due la storia, riazzerando il
countdown che ci conduce fino ai giorni nostri. Le edizioni
San Paolo hanno pubblicato un libro illustrato per più
piccoli che punta i riflettori proprio sulle fonti storiche
della nascita e della vita del Nazareno. Un libro chiaro,
che dovrebbe essere per bambini ma appare quanto mai utile,
per la sua agilità e per l’estrema sinteticità che lo
caratterizza, anche per gli adulti. Come in un’affascinante
indagine archeologica e storica al tempo stesso, il volume è
concepito come un viaggio avventuroso per rispondere alla
domanda cruciale: Gesù è davvero esistito?. Si passa in
rassegna anche la geografia biblica, dal monte Sinai al
Cairo, passando per Manchester e Firenze, per rintracciare
codici, tracce, testi sacri, fonti storiche, papiri,
pergamene che ci riconducono all’esistenza storica di Gesù.
Un libro semplice e mai banale, un viaggio nel tempo e nella
geografia per mettere insieme tutte le fonti storiche che
spesso proprio i libri di storia tralasciano.
Valentina Alberici
“Gesù è davvero esistito?”Un viaggio avventuroso sulle
tracce di Gesù
Edizioni San Paolo
Pagg. 98 (24x29, rilegato, illustrazioni a colori) euro
18.00
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ICONOGRAFIA DEL CONVIVIO PIU’ FAMOSO
DELLA STORIA
Il
“Cenacolo” di Leonardo è forse solo il dipinto più noto di
una lunga serie di capolavori della pittura di tutti i tempi
dedicati all’ultimo convivio di Cristo con i discepoli,
prima della morte in Croce. L’arte cristiana, nei secoli, è
stata chiamata, attraverso i suoi maggiori artisti, ad
interpretare per immagini il grande mistero dell’istituzione
dell’Eucaristia, il mistico banchetto del Maestro con i suoi
discepoli. Come in una ideale galleria monografica, che
riunisce opere custodite nelle maggiori teche museali del
mondo, questo libro raccoglie i grandi dipinti che
raffigurano l’ultima cena, ce ne offre la chiave di lettura,
il commento, la sintesi iconografica, la storia dell’opera.
Il soggetto rimane sempre uguale, nell’arco di tempo che
attraversa la storia dell’arte di due millenni, ma cambiano
la sensibilità, l’approccio, la sottolineatura di questo o
quell’aspetto del banchetto sacrificale. Ora l’accento è
posto sul sacrificio eucaristico, ora sulla figura del
traditore Giuda, ora sull’incredulità, i volti e le mani
degli apostoli. In queste pagine vengono presentate alcune
straordinarie opere: dai lucenti mosaici di Ravenna del VI
secolo ai rilievi della scultura romanica, dai mirabili
affreschi di Giotto alla raffinata pittura di Beato
Angelico, dalle grandi tavole dei maestri fiamminghi alle
interpretazioni rinascimentali del Ghirlandaio e del
Perugino.
Luca Frigerio
“Cene ultime”- Dai mosaici di Ravenna al Cenacolo di
Leonardo
Ancora editore
Pagg. 256 – euro 29.50 |
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UN “COMICO SERIO”: BERGONZONI,
GIOCOLIERE DEL LINGUAGGIO
Bergonzoni
torna a strabiliare con il suo linguaggio unico, con le sue
frasi coniate come gioielli comici e intellettuali, ironici
e riflessivi. L’ultimo suo libro è la teca ideale per
mettere su carta l’esperienza di una tourneé che ha toccato
100 città con oltre 250 repliche. Ora finalmente Garzanti ci
propone il testo e il dvd inedito dello spettacolo con il
quale Alessandro Bergonzoni ha vinto il Premio UBU 2009 come
miglior attore italiano. Nel semplice incipit della
preposizione Nel c’è un caleidoscopio di motiva esilaranti,
un mondo di giochi letterali e letterari, calembour,
acrobazie linguistiche, funambolismi alfabetici, circhi di
parole che danno spettacolo e nello stesso tempo fanno
gustare appieno la bellezza della lingua italiana.
Bergonzoni stesso, con una dedica lunga, articolata e
variegata di comicità, ci introduce al genere tutto suo:
“Dedicato a quelli che pregano da poco cioè con le mani
appena giunte…/Dedicato all'autore dell'unica opera per
contraddizione e orchestra: Piano Forte/Dedicato alla terra
quando disse: cielo mio marito!/Dedicato a tutti i pentiti
che prendevano il sole senza crema convinti di essere sotto
il programma protezione. E’ questo è solo un saggio di come
si possa gustare al meglio una macchina verbale, quella
costruita con intelligenza da Bergonzoni, sia nei suoi
spettacoli teatrali dal vivo, sia in forma di libro. In
questo caso la fruizione è veramente doppia perché al volume
è allegato il Dvd dello spettacolo.
Alessandro Bergonzoni
“Nel”
Garzanti Editore
Testo + DVD
pagg. 80 - € 16.90 |
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NELL’ORO E NELL’AZZURRO: LA POESIA
MISTICA DI CRISTINA CAMPO
Una
poetessa dalla grande forza mistica, una delle voci più
interessanti della poesia femminile del Novecento, un
universo poetico carico di contenuti, una personalità
complessa ancora da esplorare: Cristina Campo, al secolo
Vittoria Guerrini (1923-1977). “Nell’oro e nell’azzurro” è
il libro, curato da Giovanna Scarca, che prova a restituire
centralità al mondo della Campo. Quella della poetessa è una
scrittura fortemente ispirata dai temi del sacro, ed in
particolare dalla liturgia cristiana. Una liturgia che si
nutre di una ricca simbologia, troppo spessa dimenticata
dagli stessi cristiani che la vivono stancamente senza
apprezzarne appieno la forza e la bellezza. Ci riesce bene
invece con la sua poesia – come anche con le prose -
Cristina Campo, capace di fermarsi su un istante di eterno
suggerito da un verso, da una parola, da un’icona, da un
gesto. Spesso Cristina si firmava Xtina, con il monogramma
di Cristo, per rafforzare ulteriormente la sua volontà di
cercare sempre e comunque, anche con gli scritti,
l’Assoluto. I versi di Missa Romana, Monaci alle icone,
Diario bizantino indagano a fondo il mistero, l’anima del
sacro nascosta dietro il rito quotidiano che acquista nuovo
vigore e freschezza. Lo studio di Scarca prende in rassegna
anche le prose e gli epistolari della Campo, offrendoci non
solo un saggio critico innovativo, ma un profilo esauriente
per gustare appieno l’opera della poetessa. Un’opera che,
non dimentichiamolo, comprende anche un ricco epistolario:
si parla di oltre mille lettere scritte dalla Campo ad amici
e conoscenti, un corpus cospicuo ancora quasi del tutto
inedito e denso di contenuti che meriterebbero un
approfondimento specifico. Come la breve poesia scritta
nella forma di un biglietto per il Natale, indirizzato a
Maria Luisa Spaziani: “Mirabilmente il tempo ci
dispiega...”/Ricondurrà nel tempo questo minimo/corso, una
donna, un àtomo di fuoco: noi che viviamo senza fine”.
Giovanna Scarca
“Nell'oro e nell'azzurro” - Poesia della liturgia in
Cristina Campo
Ancora Editore
Pagg. 256- € 18,00 |
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UN ANNO CON GLI ANGELI TRA ARTE E
SCRITTURA
Un
angelo al giorno per riscoprire la presenza ineludibile del
soprannaturale nella nostra vita quotidiana, per offrirci
motivi di meditazione e preghiera legati alle presenze
angeliche, agli esseri voluti dal “creatore di tutte le cose
visibili e invisibili”. Il classico “365 giorni con” che
punta i riflettori sugli angeli nella prospettiva cristiana,
lontano dalle solite derive new age o esoteriche. Un doppio
canale di meditazione aiuta il lettore: da una parte
splendide fotografie che riproducono opere d’arte a tema,
dall’altra pensieri, riflessioni di santi, pensatori,
scrittori, nonché citazioni tratte dai testi sacri. Il
grande san Bernardo di Chiaravalle affermava a propositi
degli esseri alati che si fanno ponte tra la nostra vita e
il cielo: «Questi spiriti illuminati sanno benissimo che
l’anima nostra ha più valore di tutto il mondo, un anima non
è mai senza la scorta degli angeli». Pagina dopo pagina, con
questo libro, possiamo riscoprire la lunga tradizione
cristiana di studi sulle diverse schiere angeliche. La
teologia ci ricorda infatti, che non esiste solo l’angelo
custode, ma tutti gli angeli sovrintendono alla custodia del
mondo e dell’universo. Le opere d’arte poi, riescono più
d’ogni parola ad esprimere l’ineffabile, indagando il
mistero, raffigurando ciò che non si vede. Nella pittura
sacra, a ben vedere, gli angeli sono veramente migliaia.
Spesso rappresentano solo il contorno, particolari più o
meno centrali o evidenti, ma sempre accompagnano santi,
madonne, icone di Cristo. Questo libro rappresenta un’ideale
antologia delle icone più belle, una sorta di teca angelica
dove attingere, giorno per giorno, per riscoprire le
immagini degli esseri alati e le parole su di loro.
Alberto Vela (a cura di)
“Un anno con gli angeli”
Edizioni Messaggero Padova
pagg. 736 (Formato: 16,0 x 16,0) – euro 25.00 |
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PARIGI SOTTO I NAZISTI: CULTURA E
CORAGGIO D’UNA CITTA’ D’ARTISTI
Poesia
e resistenza, cultura e coraggio, arte e dramma. Anche
durante la guerra Parigi ha saputo essere una vera capitale,
una città “diversa”, dove la sottile differenza si coglie
nelle esistenze di figure indimenticabili. Questo libro
prova a raccontare la loro difficile esistenza in un momento
altrettanto drammatico, l’occupazione nazista. «Sono entrati
a Parigi dalla Porte de la Villette il 14 giugno alle 5,30
del mattino. Dal cielo pioveva una polvere nera come
fuliggine, che s'incollava alle mani e al viso: le ultime
vestigia dei serbatoi incendiati. La vigilia, la città era
rimasta straordinariamente silenziosa. Gli ultimi parigini
in fuga si affrettavano lungo le arterie principali verso le
porte […] Dodici ore più tardi il primo motociclista tedesco
fermava il suo bolide in boulevard de la Chapelle. Elmetto,
cappotto di pelle e ghirlanda di cartucce attorno al collo.
Una breve pausa, poi si voltò e lanciò un segnale luminoso
dietro di sé. Fu raggiunto da altre motociclette. I soldati
scrutarono i luoghi tutto intorno prima di scendere, a
velocità ridotta, verso il centro. Il silenzio durò al
massimo qualche minuto. Di lì a poco ecco apparire un
camion, poi un altro e un altro ancora. Appollaiati sulle
sponde degli automezzi, i soldati scoprivano una città in
cui la maggior parte di loro non aveva mai messo piede.» Da
rifugio sicuro per quanti fuggivano da Hitler, la capitale
francese diventa all’improvviso cupa e sotto la minaccia
della follia omicida. Come in un neorealismo letterario, ma
con diversa visionarietà e tratteggi estetici più marcati,
Dan Franck, documenta l’odissea degli scrittori, degli
artisti, dei filosofi, degli uomini di spettacolo che hanno
vissuto in Francia dal 1940 alla Liberazione. In questa
temperie si muovono parigini doc e d’adozione, esuli e
fuggiaschi, poeti e artisti, filosofi e attori. Dagli ebrei
Walter Benjamin e Franz Werfel, diretti verso il Sud alla
disperata ricerca della salvezza a Jean-Paul Sartre, che dà
vita al Café de Flore all'esistenzialismo; accanto a lui
Simone de Beauvoir. L’antologia esistenziale si sofferma poi
su Albert Camus; André Malraux (che sarà poi uno dei
maggiori sostenitori delle opere pubbliche di Chagall),
Josette Clotis, che morirà tragicamente sotto un treno;
l'aviatore Antoine de Saint-Exupéry, autore di un capolavoro
come “il Piccolo principe” (tra i libri più tradotti al
mondo dopo la Bibbia), il cui aereo non darà più segnali e
si perderà nel nulla, affidando il suo pilota alla leggenda
in cui scompaiono sempre i miti. Tre poesia e tragedia,
l’album offre ritratti anche di Louis Aragon, Pablo Picasso,
André Breton, Marguerite Duras, Jean Prévost, Robert Desnos,
Jean Gabin e Jean Renoir, Samuel Beckett e Marc Bloch. Tra i
partigiani e i nazisti, figure in bilico come Jean Cocteau,
che cerca di salvare dal carcere l’amico Jean Genet e di
lanciarlo come scrittore. Un po’ libro di biografie, un po’
libro di poesia, un po’ libro di storia, con intreccio
romanzato e attinenza alla fonti: è un libro difficile a
definirsi, come la città dove è ambientato, come tutto ciò
che è parigino.
Franck Dan
“Mezzanotte a Parigi”
Garzanti Editore
Pagg. 512 -€ 25.00 |
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COME SOPRAVVIVERE AL LAVORO
Intorno
al lavoro si gioca spesso la partita dell’esistenza. Stress,
sovraccarichi di fatica e di emozioni, scontri, difficoltà a
controllare la propria emotività, effetti che si trascinano
nel proprio vissuto privato e familiare. A fronte di una
sommatoria di negatività questo piccolo manuale di saggezza
ci insegna che è possibile dare una sterzata alla propria
vita, costruire in positivo, cambiare rotta, investire in
una vita più sana, migliorare i rapporti anche a partire dal
lavoro stesso, persino nelle condizioni più difficili. Il
registro è quello del questionario d’indagine, con una serie
di domande che gli autori sembrano porre al lettore per
indurlo ad un’autoanalisi. Non c’è una ricetta univoca, ma è
sicuramente auspicabile quel «risveglio di sé» che è la
condizione di base per un cambiamento, per virare e fare
rotta sulla strada della felicità e della serenità,
coniugate nella vita di tutti i giorni. Il libro sembra
condurci per mano ad una considerazione tutto sommato
evidente, ma che in pochi, alla luce delle relazioni di
lavoro, sarebbero pronti a riconoscere: è possibile
dialogare con i propri colleghi, con il proprio
responsabile, con il proprio datore di lavoro; esiste una
strada, conveniente a tutti, di incontro. I buoni rapporti
di lavoro fanno bene al lavoro stesso, migliorano la
redditività, migliorano l’ufficio, l’azienda, ed alla fine
il mondo stesso. Poiché passiamo un terzo della nostra vita
al lavoro, abbiamo bisogno di reagire ad ogni malessere ad
esso collegato, di puntare con convinzione al benessere.
Anche perché, in caso contrario, se non si punta al
cambiamento, al miglioramento delle relazioni (anche con un
impegno unilaterale) il prezzo da pagare sarebbe troppo
alto: pur considerando che ciascuno, fortunatamente reagisce
in modo diverso, in agguato ci sono sempre stress, malesseri
reali, stati depressivi, angoscia, addirittura l’infarto ed
altre patologie fisiche più o meno gravi. Insomma il lavoro
non può essere una malattia. E se lo è bisogna assolutamente
guarirne. Questo libretto è una medicina salutare, un
rigenerante per fisici troppo debilitati da una delle
patologie più comuni al giorno d’oggi.
Michel Niezborala e Anne Lamy
“Lavorare senza crollare” -Vivere bene il lavoro è ancora
possibile?
Edizioni Messaggero Padova
Pagg. 109- euro 9,50 |
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DIO, I SOLDI E LA COSCIENZA: TRITTICO DI
CONCILIAZIONE
Il
denaro non è solo “lo sterco del diavolo”, né una realtà
sempre negativa, ma uno strumento che può contribuire a
cambiare il mondo. In questo libro, in un singolare
colloquio, un monaco benedettino, Anselm Grun, autore di
tanti “bestesellers dello spirito”, e un manager di una
grande azienda multinazionale, provano a parlare di temi di
natura universale. Non una disquisizione filosofica ma un
ragionamento serrato che parte dalla vita, dai suoi aspetti
più pratici che interpellano anche la nostra coscienza
chiamandoci a delle scelte: il successo e la responsabilità,
l’economia e il benessere, la cultura e i valori, la
produzione e la sostenibilità ambientale. Grün, monaco
benedettino, economo della sua grande comunità monastica,
autore di dozzine di opere, pone il punto di vista di una
fede vissuta in maniera coerente, che offre delle risposte e
non solo dei divieti e dei dogmi da osservare. Il
comandamento primo dell’amore si traduce in scelte
consapevoli per il miglioramento del rapporto con sé, con
gli altri e con l’ambiente. Zeitz, personaggio cosmopolita,
top manager del famoso marchio Puma, amministratore delegato
della nota azienda di articoli sportivi, prova a mettere la
sua esperienza in discussione, per ribadire che è possibile
percorrere la strada della ricerca del profitto senza
dimenticare l’etica, la responsabilità sociale, la
salvaguardia dell’ambiente. Entrambi credono in un mondo
migliore e si impegnano per rendere concreto il loro ideale.
Quest’ultimo è espresso sinteticamente in questa sorta di
breve manifesto: “Entrambi siamo a favore della tutela
dell’ambiente, di una società migliore,ed entrambi ci diamo
da fare non solo tra le mura dell’“azienda” ma anche fuori.
Come manager, dobbiamo entrambi imparare a operare senza
danneggiare le persone e l’ambiente. Come persone dotate di
spiritualità, cerchiamo modi per realizzare noi stessi e una
fratellanza tra noi, senza tuttavia perdere di vista le
regole della sana economia”.
Anselm Grun- Jochen Zeitz
“Dio, i soldi e la coscienza”
Edizioni Paoline
Pagg. 320 – euro 24,00 |
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OKSA POLLOCK E IL MONDO INVISIBILE
La
letteratura per i ragazzi ha una nuova eroina. All’anagrafe
dei personaggi risponde al nome di Oksa Pollock. La sua
figura sta già affascinando tanti lettori e lettrici e per
Natale le sue avventure possono essere un ottimo regalo da
piazzare sotto l’albero, in luogo dei soliti videogiochi.
Chi è Oksa? Una bambina dagli strani poteri. Non deve
innervosirsi, perché altrimenti sono guai e accanto a lei si
verificano fenomeni inspiegabili. Anche la diretta
interessata appare inquietata da ciò che le accade. E’ così
spaventata che decide di non rivelare a nessuno il suo caso.
Lo farà invece quando sulla sua pancia compare una
misteriosa macchia a forma di stella: andrà a chiedere aiuto
e conforto alla sua cara nonna Dragomira. Da lei troverà una
visita inaspettata: una bizzarra creatura simile a un elfo
dal naso e dalle orecchie enormi. Dopo aver fatto la
conoscenza del simpatico Servitocco, Oksa mette alle strette
la nonna e scopre così un incredibile segreto che riguarda
le origini della sua famiglia: i Pollock non sono gente
“normale”, provengono dall'invisibile mondo di Edefia,
nascosto da qualche parte sul nostro pianeta. Oksa è quindi
la principessa ereditaria, la legittima erede al trono, la
Prescelta, colei che dovrà ristabilire l’ordine delle cose,
stravolte dal corso degli eventi e dai destini, come sempre
inquinati dalla presenza di esseri malvagi. La nonna le farà
da maestra, introducendola al suo ruolo e al suo rango
particolare, soprattutto insegnandole a controllare i
poteri, a gestirli tra normalità e situazioni che richiedono
il suo intervento straordinario. L’obiettivo è ben preciso:
il ritorno di Edefia agli antichi splendori, il ripristino
di una sorta di età dell’oro del bel mondo perduto.
Cominciano allora le avventure di Oksa: con l'aiuto di Gus,
il suo migliore amico, dovrà lottare per compiere il suo
nuovo destino in un mondo fantastico e pieno di insidie:
l'orrendo Abominero dalle fauci spaventose e i tremendi
Globuli Neri, armi implacabili che infliggono feroci
sofferenze alle loro vittime. Ma soprattutto dovrà
difendersi, armata solo di coraggio e di magia, dal
cattivissimo professor McGraw, che si rivelerà il nemico più
agguerrito, disposto a tutto pur di distruggere il futuro di
Edefia. Inutile dire che, dietro le vicende della simpatica
Oksa, c’è l’eterna lotta tra il bene e il male e che, tra
tanto proliferare di maghi e maghetti, il suo mondo fatto di
valori immortali può forse essere d’aiuto ai più piccoli.
Anna Plichota, Cendrine Wolf
“Oksa Pollock e il mondo invisibile”
Sperling&Kupfer Editore
pp. 512 - € 16,90 |
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LA RAGAZZA CHE GUARDA LA LUNA
Un
romanzo poetico, “on the road”, una storia struggente e
appassionante per teen agers “di tutte le età”. Al centro
della vicenda c’è una vagabonda per scelta, una senza casa
volontaria. La protagonista, Moon, è una diciannovenne
candida, che guarda alla vita con incanto e stupore. Sceglie
di vivere per la strada perché vuole essere se stessa,
libera - diversamente dalla gente che osserva passarle
accanto - e addormentarsi la sera su un suo cartone privato
da cui può vedere la luna, tra un lampione e la bottega di
una fiorista. La chiamano "la piccola venditrice di sorrisi"
ed è così che si guadagna quel minimo che le serve per
campare, in un sorta di poetico e spirituale accattonaggio.
Lungo i marciapiedi, come tutti i barboni che si rispettano,
si accompagna ad un fedele amico a quattro zampe: la
cagnolina Comète. Per Moon la ricetta della felicità è
abbastanza semplice: gli amici, la gente, le emozioni, la
condivisione. Anche se fa freddo, per riscaldarsi bastano un
fuoco ed il calore senza pretesa, l’allegria, che sanno
regalargli i suoi amici senzatetto. In particolare Suzie e
Michou, che girano con un mondo di povere cose racchiuse nel
carrello del supermercato. Poi ci sono i punk migratori con
le creste colorate, e Fidji, il suo grande amore, "bello
come un angelo della notte". E’ per questo bel tenebroso che
Moon si inizia alla scrittura, comincia a narrare,
costruisce attraverso le parole la sua vita. Il suo racconto
sarà steso su un supporto precario, come la sua esistenza.
Scriverà su un bloc notes rubato in edicola. In questa sorta
di racconto esistenziale, che scorre come un diario, Moon
riferisce le sensazioni tattili che precedono il suo primo
almanacco di giorni felici: “ho fregato un bloc notes in
edicola, un cosino rettangolare arancio con le pagine che si
strappano, ho accarezzato la copertina, così, a lungo, e ho
sentito la carta, non era come nei miei ricordi, con l’odore
di polvere, non sapeva quasi di niente, una specie di
cherosene, lo stesso che l’inverno scorso Boule sbatteva
sopra la spazza per scaldarsi. Mi ha un po’ deluso questa
carta senza odore di asilo, ma allo stesso tempo così
morbida che mica mi spiaceva”. Nel giro di amicizie c'è
anche Slam, appena uscito di prigione, il classico avanzo di
galera dal cuore grande, capace di slanci di non comune
altruismo. Slam è un estimatore della scrittura di Moon, la
segue nel suo romanzo di strada ed ha una certezza: un
giorno, lei ce la farà a prendersi la luna. Sulla scia della
luna che fa da poetico fanale, c’è come una candida luce che
illumina le vicende della protagonista. L’amore, l’amicizia,
la tenerezza della vita, la poesia nascosta in ogni attimo e
in ogni luogo. Sono i temi al centro di questo bel romanzo.
Una belle storia da leggere in questo tempo di Natale. Una
vicenda carica di speranza, capace di contagiare la gioia ad
ogni lettore.
Maud Lethielleux
“Da qui vedo la luna”
Frassinelli Editore
pp. 288 - € 17,90 |
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UNA MENTE GIOIOSA COME ANCORA DI
SALVEZZA
Dietro questo titolo, che è un proposito quanto mai
incoraggiante per quanti perseguono un cammino di ricerca
spirituale, ma anche esistenziale, si nasconde un agile e
leggero manuale con gli insegnamenti lojong per risvegliare
compassione e coraggio. Per secoli i buddisti tibetani si
sono avvalsi di una collezione di brevi insegnamenti
essenziali, chiamati appunto “lojong”, per addestrare la
mente a sviluppare saggezza e compassione di fronte alle
sfide della vita di ogni giorno. In questo libro, che li
raccoglie integralmente, Pema Chödrön commenta e spiega
brevemente ciascuno di essi, istruendo su come renderli
parte della nostra quotidianità. Suggerisce di sceglierne
uno a caso ogni mattina e di comportarsi in accordo con il
suo significato per tutta la giornata; propone di
accompagnarli con una semplice pratica meditativa, chiamata
tonglen, che favorisce l’apertura e la morbidezza del cuore.
Ne viene fuori una sorta di vademecum per la riscoperta
dell’armonia del mondo e della consapevolezza del posto
rivestito da ciascuno nell’universo. Gli insegnamenti di
questa “piccola via” sono di grande attualità per il mondo
di oggi. Insegnano per esempio il valore assoluto della
gratitudine, come si legge nel n. 21: “sii grato a tutti”,
oppure la capacità di mantenere una mente pulita, attiva e
propositiva, al n. 56: “non crogiolarti nel commiserarti”.
L’appendice finale riporta la trascrizione italiana di una
lezione sulla meditazione tonglen impartita verbalmente da
Chödrön in occasione di un ritiro che tenne a Berkley nel
1993. Pema Chödrön (Deirdre Blomfield-Brown) è nata a New
York nel 1936. Negli anni Settanta si è avvicinata al
buddismo tibetano ed è stata ordinata monaca a Londra.
Allieva del maestro Chögyam Trungpa, qualche anno dopo la
sua morte è stata nominata direttore del monastero di Gampo
Abbey in Canada.
Pema Chodron
“Conserva sempre una mente gioiosa”
Urra edizioni
Pagg. 136 – euro 12.00 |
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PER UNA VITA ECOSOSTENIBILE: UN ANNO A
IMPATTO ZERO
Prove
concrete di vita ecosostenibile. È possibile riducendo con
ogni gesto quotidiano l’impatto ambientale? Colin Beavan ha
provato a farlo, impegnandosi seriamente per un anno. Questo
non è, quindi, il solito libro teorico che dispensa
consigli, ma il resoconto di un’esperienza, di una missione
nemmeno tanto impossibile. L’autore ci dice che, dopo le
prime scontate e prevedibili difficoltà, l’impegno si fa
mano mano sempre meno gravoso e ci si abitua a quelle che a
noi tutti possono sembrare delle atroci privazioni. La sfida
nasce da una vicenda autobiografica. Un caldo abnorme in una
giornata d’inverno a New York. Dinanzi a tanta gente in
canottiera e shorts, con 22 gradi, Colin comincia a
preoccuparsi. Si chiede se sia normale tutto ciò, capisce
che qualcosa non va, che lo stato di salute del clima e
quindi della terra è realmente compromesso, come spesso
denunciano coloro che vengono frettolosamente bollati come
“catastrofisti”. Di qui una sorta di mea culpa, con la
variante propositiva. L’autore si chiede: io posso fare
qualcosa o devo aspettare che siano gli altri a trovare una
soluzione (politici, studiosi, ambientalisti...)? Devo
deprimermi, arrabbiarmi, e al tempo stesso delegare sperando
che qualcuno intervenga? Oppure devo darmi da fare in prima
persona?. Questo libro altro non è che il rendiconto di
questa sua prova, del suo personale “Progetto Impatto Zero”,
nel quale coinvolge anche la moglie e la figlia ancora in
fasce e persino il cane. Un intero anno solare che li vede
impegnati in un affascinante gara a ridurre gradualmente i
rifiuti, l’uso di energia e la produzione di C02. Niente
detersivi, niente ascensori, mezzi pubblici, niente cibo
confezionato, niente aria condizionata, niente televisione,
niente carta igienica... Gradualmente tornano a fare ricorso
a bicicletta, monopattino, local food, candele, pannolini di
cotone, bucati a mano. Il paradosso è che Colin prova a fare
ciò in una delle metropoli più sprecone al mondo. E ci
riesce. La cosa bella è che, con la sua impresa per nulla
ascetica, il protagonista-autore ci dimostra un’importante
verità: l’impegno per l’ambiente non è un sacrificio, ma si
traduce in una vita migliore, più sana, più bella, più
vivibile. Basta vedere come in termini pratici vada subito a
tradursi in più movimento fisico, più salute, più risparmio.
Una vita meno artificiale che ci riporta a riscoprire più
tempo per sé, per i rapporti umani più veri. A ben vedere la
strada per la salvaguardia dell’ambiente è la stessa della
felicità. E’ un po’ il concetto, di cui si parla tanto (ma
appunto spesso rimano tutto solo a livello verbale) di
“decrescita felice”.
Colin Beavan
“Un anno a impatto zero”
Cairo Editore
Pagg 285 – euro 14.50 |
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DIZIONARIO RAGIONATO DEI SANTI
Di
dizionari di santi se ne vedono tanti in giro. La maggior
parte, però, si ferma ai santi maggiori, quelli che il
calendario privilegia, dando loro la prima fila. Per chi
vuole approfondire rimangono le versione enciclopediche, a
più volumi. Ecco finalmente un dizionario ragionato, agile e
nello stesso tempo esaustivo, dove poter trovare tutto e
subito ciò che interessa sui santi maggiori e minori e
persino sui beati. Il dizionario si compone di tre parti: l’
agiodiario : i santi di ogni giorno, da gennaio a dicembre,
con una breve biografia dei principali e i connotati
essenziali degli altri; il repertorio: 11811 onomastici in
ordine alfabetico, con giorni e mesi di ricorrenza più le
varianti straniere, secolari, religiose, popolari; ed infine
il protezionario : una rassegna completa dei patroni dei
luoghi e dei protettori in arti e mestieri, salute, affari,
sentimenti e amore. A completare il tutto, in appendice, un
glossario, la bibliografia e soprattutto un “curiosa rio”,
cioè un ricco carnet di curiosità, aneddoti, notizie che è
bello sapere anche per approfondire figura di santi a cui
siamo legati dal nome di battesimo. C’è poi la singolare
serie dei nomi “adespoti”, ossia quelli non protetti da
santi omonimi. Complimenti al curatore, un lavoro davvero
ben fatto! Anche perché si tratta di un’opera frutto di un
lavoro di ricerca ultradecennale, con un’indagine di
raccordo e di sintesi che ha attinto a circa 3700 calendari
d’ogni tempo e paese. Consigliato a tutti. Una piccola
grande enciclopedia da tenere sempre a portata di mano. Il
criterio di consultazione può essere anche diversificato:
per giorno, per curiosità errabonda, per scoprire quanti
innumerevoli altri santi si festeggiano nella nostra data
onomastica o nel genetliaco, per apprendere dei patronati
più singolari e così via. Questo nuovo dizionario ragionato
è un vero e proprio pozzo di spiritualità cui attingere a
piacimento.
Michele Francipane
“Dizionario ragionato dei santi”
11811 santi, beati, patroni e protettori da Aaron a Zoe
Ancora Edizioni
Pagg.1008 - € 29,00 |
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ETNOLOGIA DELLA CASA DI CAMPAGNA:
L’ULTIMA INDAGINE DI MARC AUGE’
Il
sogno di un buen retiro, di una dimora paradisiaca dove
riposarsi dallo stress della vita contemporanea, dove
operare ed esercitare momentaneamente la fuga mundi, di un
luogo ameno dove ritirarsi in disparte quando lo si
desidera. La villa, la casa di campagna, rappresentano una
moda molto forte, un richiamo irresistibile per i nuovi
ricchi, un desiderio vagheggiato anche da chi non può
permetterselo. Da attento indagatore della modernità, Mar
Augé ha studiato questo fenomeno, apparentemente estraneo
all’etnologia. Come dichiara l'autore, questo è il diario di
bordo di un etnologo che si mette a esplorare un territorio
– quello in cui abita – che gli è sconosciuto proprio perché
c'è sempre vissuto dentro. E lo fa a partire da quella
istituzione sociale fondamentale che è la residenza. Lo
studioso parte dall’analisi degli annunci immobiliari,
perché con il loro linguaggio tentatore rappresentano le
prime sirene, con le parole sottendono aspettative,
desideri, immaginari. Quella che una volta era semplicemente
la seconda casa della classe alto borghese, ora assume i
connotati di villa, dimora di campagna, tenuta, azienda
agricola, casale, casa baronale, qualche volta addirittura
castello. A ben vedere è un'abitazione che contiene in sé,
nella sua stessa concezione, qualcosa della rinascimentale
“idea di signoria”. Augé prova a interpretare i miti e le
metafore degli «indigeni» postmoderni. Muovendo da queste
inserzioni pubblicitarie apparentemente banali, scava nella
sociologia e nella psicologia, nella storia e nella
letteratura, tra dimore reali e fittizie, aggiorna i
barthesiani miti d’oggi, con il suo caratteristico stile,
attento e fascinoso. Lo stile Augé, appunto, quello di uno
studioso che non ha mai amato la turris eburnea, per calarsi
nella vita quotidiana e raccontarla.
Marc Augé
“Ville e tenute”- etnologia della casa di campagna
Elèuthera edizioni
Pagg. 128 – euro 12.00 |
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AUDIOANTOLOGIA DELLA LETTERATURA
ITALIANA
Libri
da ascoltare, mentre si guida l’auto, mentre si attende
pazientemente nel traffico, al semaforo, mentre si fa
footing, correndo lungo i viali delle nostre città. Prosegue
mirabilmente l’opera de “Il Narratore Audiolibri”, casa
editrice ormai specializzatasi nella produzione di libri
declamati da attori e doppiatori, forniti in versione cd o
mp3, così da poter essere utilizzati in diversi ambienti e
contesti, nella massima fruibilità possibile. Nel vasto
catalogo de Il Narratore segnaliamo in particolare “L' Audio
Antologia della Letteratura Italiana”, un’opera in due
volumi. Il primo volume (disponibile anche in download)
contiene un totale di 90 brani audio di 42 autori dal 1200
al 1700. Nel secondo volume contiene un totale di 108 brani
audio di 43 autori dal 1800 al 1900. Nel primo caso gli
autori vanno da Leon Battista Alberti e Dante Alighieri a
Giambattista Vico, nel secondo da Gabriele D’Annunzio a
Patrizia Valduga. Ampia e qualificata la rosa delle voci
narranti, da Moro Silo a Davide Rondoni. Come sarebbe bello,
per esempio, se anche tanti giovani, anziché andarsene in
giro con l’Ipod carico di brani di musica leggera,
saggiassero anche la leggerezza delle letteratura, delle
opere italiane che non tramontano mai e che possono essere
apprezzate al meglio, anche con una fruizione apparentemente
“disimpegnata”, una letteratura potremmo dire da passeggio.
Insomma, com’è facile immaginare, dal 'Cantico delle
Creature' di Francesco D'Assisi fino alle contaminazioni
interlinguistiche dell'Italiano del XXI° secolo, questa
Audioantologia della Letteratura Italiana, rappresenta uno
strumento di grande bellezza e ricchezza adatta a vari usi:
ai docenti, agli alunni, per l’ascolto in famiglia, per
l’ascolto in auto, per consultare rapidamente i contenuti
che interessano, selezionare e stampare dei testi o parti di
essi, ascoltare i brani secondo la corretta dizione, vivere
delle emozioni. Tutto questo nello spazio circoscritto di
due cd. Non è poco, ad un prezzo esiguo.
AA.VV.
Audio Antologia della Letteratura Italiana
Il Narratore Audiolibri
Volumi 1 (durata: 7h 13' 06")- Volume II (durata: 9h 41'
27")
Supporto: 2 cd audio Mp3 ( + testo in formato doc) – euro
39,99 |
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IN AUDIOLIBRO L’ALTRO VIAGGIO IN
UN’ITALIA NON DA CARTOLINA
Il
viaggio in Italia, nei secoli d’oro, non si caratterizza
solo per descrizioni oleografiche e pittoresche del nostro
“Bel Paese”. Nel passato, come nei tempi più recenti,
l’Italia è stata vista anche come terra di contraddizioni,
luogo di negligenze e situazioni grottesche. Con “L’altro
viaggio in Italia”, Il Narratore Audiolibri ha curato una
singolare antologia, raccogliendo scritti poco noti di
viaggiatori famosi, declamati da Moro Silo con la sua voce
inconfondibile. In un arco temporale che va dal Cinquecento
al Duemila, scrittori come Montaigne, Montesquieu, Goethe,
Dickens, Gautier, ma anche Benjamin e Jones, descrivono una
Italia che non è poi tanto differente dalla nazione che noi
tutti oggi conosciamo, con quel vizio italico di trascinarsi
dietro i problemi e di rimandarne la risoluzione. Altro che
Grand Tour!. Lontano da edulcorazioni e dal cartolinismo
bozzettistico, vengono ribaditi aspetti problematici
dell’Italianità: corruzione, prostituzione, volgarità,
burocrazia elefantiaca, nepotismo, lentezza, povertà delle
masse, arroganza e lusso dei potenti, sciatteria e
sporcizia, trasandatezza e astuzia. Dopo una breve
presentazione di Gianfranco Franchi. Le tracce sonore ci
fanno ripercorrere i viaggi di Michel de Montaigne, da
Viaggio in Italia – Roma (1580); Montesquieu, da Viaggio in
Italia – Venezia e Verona (1728); Johann Wolfgang von
Goethe, da Viaggio in Italia – Napoli (1787); Johann
Wolfgang von Goethe, da Viaggio in Italia – Palermo (1787);
Charles Dickens, da Impressioni italiane - Roma (1846);
Charles Dickens, da Impressioni italiane - Genova (1846);
Théophile Gautier, da Viaggio in Italia - Rovigo e Ferrara
(1850) ; Walter Benjamin, da Il mio viaggio in Italia.
Pentecoste – Milano (1912); Tobias Jones, da Il cuore oscuro
dell'Italia – Parma (2003)
“L’Altro viaggio in Italia”
Descrizioni del Bel Paese di scrittori europei dal
Cinquecento al Duemila
Voce narrante: Moro Silo
Il Narratore Audiolibri
supporto: 2cd audio – euro 22,99 |
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