LA LADRA DI FRUTTA, METAFORA DELLA VITA PRIMIGENIA

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STRENNE DI NATALE

Una prosa essenziale ma altamente poetica, una scrittura complessa e nello stesso tempo liscia e scorrevole come una fonte d’acqua fresca. L’ultimo romanzo di Peter Handke “La ladra di frutta” conferma l’originalità e lo stile di un grande scrittore, difficilmente classificabile e paragonabile ad altri. Chi ha letto un suo libro ne riconoscerebbe un altro anche senza la firma. Chi ha letto Handke non ha potuto fare altro che rallegrarsi per la scelta di conferirgli il Nobel per la Letteratura 2019. Il nuovo romanzo, pubblicato da Guanda, è di quelli da leggere con la matita a portata di mano, per sottolineare le frasi che si stagliano nella mente come affreschi di un attimo, per catturare l’aforisma involontario o la descrizione sintetica dell’istante che accade nella pagina e nell’immaginazione del lettore. Partiamo dall’incipit del romanzo che introduce immediatamente in una dimensione edenica: “Questa storia e` cominciata in uno di quei giorni di mezza estate in cui, camminando a piedi nudi nell’erba, per la prima volta nell’anno, si viene punti da un’ape. A me almeno capita da sempre. E ormai ho imparato che le giornate della prima e spesso unica puntura d’ape dell’anno il piu` delle volte coincidono con lo schiudersi dei fiori bianchi del trifoglio, vicini alla terra, in cui le api scorrazzano seminascoste”. La protagonista femminile è una ragazza sfuggente, dice e non dice di sé, parla piuttosto delle sue emozioni, ci rivela idillio e sogno, mistero e complessità di un rapporto con il reale. E’ solita assaporare i frutti di orti e frutteti, direttamente dalle piante. Ma ha una missione ancestrale: ritrovare la madre, sparita all’improvviso dalla sua casa in città, dopo aver abbandonato la figlia e un lavoro sicuro in banca. Attraverso una scrittura osmotica, il viaggio della ladra di frutta e quello del narratore finiscono per sovrapporsi. La ladra vive una sorta di odissea nella natura, fatta di vicende minime ma intense. Pur nella brevità del percorso compiuto, il romanzo è un piccolo giro del mondo intorno a se stessi e al proprio di mondo. Una sorta di elogio dell’errare esistenziale. In questo cammino il lettore potrà cogliere i suoi frutti acerbi e maturi, ma sempre abbondanti.

Peter Handke
“La ladra di frutta”
Guanda editore
Pagg. 432 – euro 20.00