La mappa dei libri perduti in un volume affascinante

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Sappiamo tutti che se non ci fossero stati i monasteri oggi non avremmo potuto conservare un sapere vastissimo che rischiava di essere distrutto durante il periodo delle invasioni barbariche e che grazie al lavoro di migliaia di amanuensi i libri hanno potuto avere nuova vita e sopravvivenza. Ma Violet Moller va oltre e approfondisce le dinamiche attraverso cui sette città hanno fatto da crocevia alla trasmissione dei saperi attraverso i libri, intercettando autori, tradizioni culturali, libri e intrecci di saperi.  In “La mappa dei libri perduti” Moller ci fa viaggiare per le rotte accidentate di questo cammino della cultura, in un percorso affascinante dove i manoscritti sembrano staccarsi dal loro autore per diventare vettori di un sapere universale, continuamente messo  a rischio eppure sempre salvo, dando luogo ad una sorta di intrinseco darwinismo culturale.
Agli inizi del VI secolo, delle opere di Tolomeo, Euclide e Galeno erano sopravvissute solo poche copie, sparse tra Egitto, Siria, Anatolia e Grecia. Eppure, in un viaggio lungo un millennio, quei testi di astronomia, matematica e medicina, letti, tradotti e copiati nei centri di cultura medievali, riuscirono a sopravvivere e ad alimentare la rivoluzione scientifica moderna. È intorno a sette grandi città, crocevia di popoli, religioni e lingue attraverso i secoli, che ruota la ricostruzione della storica inglese Violet Moller alla ricerca delle tracce lasciate dagli intellettuali che hanno tramandato gli studi di questi celebri autori. Le sette città – numero involontariamente simbolico – sono Alessandria, Baghdad, Cordova, Toledo, Salerno, Palermo e Venezia, con quest’ultima che sembra riavviare il ciclo di vita dei libri ancora una volta, con le sue tipografie ed i suoi editori illuminati pronti a ristampare tutto il patrimonio del mondo classico e facendolo circolare ulteriormente con l’invenzione dei tascabili.

La mappa dei libri perduti non è solo la geografia di una trasversale operazione si salvataggio delle radici culturali del mondo, ma è anche il tracciato di un’arca che l’umanità caparbiamente ha voluto costruire, superando confini, religioni, divisioni politiche, censure, paure, ignoranze, diffidenze. Leggendo questo libro si impara dal passato che il futuro è affidato anche alla nostra capacità di mantenere salde le radici della cultura universale.

Violet Moller
“La mappa dei libri perduti”
Mondadori
Pagg. 336 € 22,00