LIBRI PER IL 2020 La lingua che viviamo

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Il maestro e l’allievo, che a sua volta è diventato anch’egli un maestro. In questo libro tascabile curioso e interessante, Giuseppe Antonelli “intervista” Luca Serianni, chiamandolo ad esprimere la sua opinione su una serie di interrogativi che riguardano la lingua italiana di ieri e di oggi, ma anche ad esprimere gusti, considerazione personali e opinioni sull’idioma più bello del mondo. Lontano dagli aridi manuali di grammatica, questo libro aiuta a considerare la vita della nostra lingua con una certa obiettività, senza scandalizzarsi oltremodo per le sue evoluzioni e involuzioni ma anche con rispetto, con le necessarie puntualizzazioni. In questa conversazione con Giuseppe Antonelli, Luca Serianni torna su alcuni nuclei centrali della sua attività di grammatico e di storico della lingua: la norma e l’uso, l’insegnamento scolastico e universitario, l’italiano della poesia e del melodramma. Davvero quella dei ragazzi di oggi è la «generazione venti parole»? È ancora utile studiare le lingue classiche? Usare il dialetto è un bene o un male? La grammatica si va impoverendo? E quanto conterà, per la lingua del futuro, la rivoluzione digitale? Sono alcuni degli interrogativi ai quali Serienni, incalzato da pari da Antonelli, risponde in maniera chiara e senza ambiguità (cosa che invece fanno molti studiosi). Apprezziamo molto anche la capacità di rilevare “le perdite” di una grammatica dinamica. Giusto per fare un esempio: quasi  nessuno usa più i pronomi esso/essa, solitamente usati per cosa o animali non si usano quasi più, sostituiti da lui/lei. In questi casi forzare la lingua, per introdurre forme desuete, non ha alcun senso.

Luca Serianni, Giuseppe Antonelli
“Il sentimento della lingua”. Conversazione con Giuseppe Antonelli
Il Mulino editore
Pagg. 152 – euro 14.00