LIBRI PER IL 2021: ALLE SORGENTI DELLA STORIA

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Le radici dell’Europa sono anche radici d’acqua. Nessuno ci aveva ancora pensato a scrivere una “storia liquida” del Vecchio Continente, attraverso un saggio che analizza il ruolo giocato dagli impianti termali dall’antico impero romano ai fasti dell’Ottocento. Lo ha fatto David Clay Large in un gustoso saggio pubblicato da Edt. Lo storico americano fa comprendere come i luoghi della cura e del benessere del corpo, oltre a configurarsi come straordinari edifici monumentali – ricchi di opere d’arte e quindi apprezzabili anche sul piano storico-artistico –  in passato hanno rappresentato anche lo scenario ideale per tessere intrighi, definire linee politiche, programmare rivoluzioni e rivolte, decidere le sorti di individui e talvolta di intere nazioni.  “Il principale motivo d’interesse delle grandi stazioni termali – si legge nel volume che abbraccia un lungo arco temporale – era la loro capacità di attrarre i personaggi più in vista della società, della politica e della cultura del loro tempo, provenienti spesso da paesi stranieri, che le frequentavano non solo per problemi di salute”. Insomma, l’attuale moda per le Spa non ha nulla a che vedere con la tendenza elitaria, alto-borghese e principesca di un tempo, quando intorno ai club termali più esclusivi si incontrava l’intellighenzia mitteleuropea: “L’odierna fissazione per il benessere e le spa non è che la debole eco di una cultura basata sulle acque curative molto più influente e vitale, che ha prosperato in Europa dall’antichità alla Prima guerra mondiale, e che ha vissuto nell’Ottocento il suo periodo di massimo splendore”. La provenienza americana dello studioso che scrive non gli impedisce di riconoscere che, pur essendovi stabilimenti termali notevoli in altre parti del mondo, è in Europa che le terme hanno rappresentato qualcosa di molto più grande, andando ad influenzare gli stessi destini della storia, con “rivoli” e “fiumi”, a seconda dei casi. “Le sontuose architetture di località termali come Wiesbaden, Karlsbad e Marienbad offrono tuttora la tangibile testimonianza di un periodo d’oro che ha lasciato innumerevoli tracce nella storia della letteratura, dell’arte, della politica e più in generale della cultura europea. A spingere il fiore dell’aristocrazia, dell’alta borghesia e dell’élite politica e culturale verso località come Baden-Baden, allora definita la “capitale estiva d’Europa”, non era solo una sincera fiducia nel potere dell’idroterapia: nelle grandi stazioni termali la gente, soprattutto quella ricca, cercava nutrimento sociale e culturale, divertimento e trasgressione, almeno quanto la cura per la gotta o per l’artrite”. David Clay Large ci offre un saggio strutturato come un racconto, che si legge come un romanzo storico, denso di aneddoti, incroci geostorici, vicende sconosciute. Per esempio, scopriamo che “Fu a Karlsbad che due giganti come Goethe e Beethoven camminarono a braccetto. Fu in luoghi come questi che una schiera di artisti di spicco – tra cui Victor Hugo, Chopin, Wagner, Berlioz, Brahms, Mahler, de Musset e Nerval – crearono alcune delle loro opere migliori, che Fëdor Dostoevskij e Lev Tolstoj dilapidarono fortune ai tavoli da gioco, che grandi politici e uomini di stato, da Napoleone a Bismarck, decisero le sorti del Vecchio Continente stringendo alleanze o pianificando guerre, e innumerevoli spie, faccendieri e rivoluzionari ordirono intrighi e rivolte”. Dopo aver letto questo libro, anche un semplice bagno nella vasca di casa vi apparirà più affascinante e vi riporterà alle suggestioni del glorioso passato europeo. A ciò che è stato e non è più.

David Clay Large
“L’Europa alle terme”
traduzione di Anna Lovisolo
Edt edizioni
Pagg. 504 – euro 28.00