LIBRI PER IL 2021 – ELOGIO DELLA PIGRIZIA

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Senza pigrizia non vi sarebbe arte. L’ozio è la culla del genio, l’humus più fertile della creatività, il tempo libero e liberato ove è possibile abbandonarsi ai vagabondaggi dell’estro e dell’immaginazione, lo spazio senza costrizioni del dovere e dell’impegno, finanche quello del lavoro artistico e intellettuale. Il piccolo, prezioso libro “Della pigrizia” raccoglie l’insegnamento dei più grandi oziosi della storia, da Seneca passando per Nietzsche fino a John Lennon (e tanti altri), attraverso i loro fulminanti aforismi. I primi furono gli antichi Romani a distinguere tra “Otium” e “Negotium”, due tempi separati per vivere il quotidiano. L’ozio non solo non è una perdita di tempo ma è necessario come scrive Stevenson, per «rivalutare il significato di ozio dandogli la connotazione positiva di ricerca del piacere all’interno del difficile mestiere di vivere». Il florilegio di autori che si presenta, nello spazio di un tascabile, è davvero notevole, segno di un’accurata ricerca. Ne viene fuori un mini aforismario a tema che contempla: Amiel, Apollinaire, Aragon, Aristotele, Barthes, Baudelaire, G.G. Belli, Bene, Bianciardi, Bierce, Borges,Breton, Bufalino, Bukowski, Byung-Chul Han, Campanile, Camus, Caraco, Chamfort, Churchill, Cocteau, Cioran, Dalí, Daninos, De André, E. Del Re, Descartes, Dinouart, Faulkner, Flaiano, Flaubert, France, Gómez Dávila, Gonçarov, Guccini, Hodgkinson, J.K. Jerome, Kafka, Kraus, Keats, Kenkō, Koyré, Lafargue, Laforgue, D.H. Lawrence, Léautaud, Lennon, Lessing, Longanesi, Titta Marini, Michaux, Modugno, Morand, Murger, Nietzsche, Orwell, Pavese, Pessoa, Platone, Plinio il Giovane, Prévert, Renard, G. Rensi, Rousseau, Russell, Schiller, Schlegel, Seneca, Simmel, Sordi, Stevenson, Su Tung Po, N.N. Taleb, Thoreau, Troisi, Twain, Vaneigem, Vian, Villaggio, Virgilio, Vonnegut, Warhol, Wilde, Woolf e altri Disegni di Félix Emile-Jean Vallotton. Come si legge nel testo introduttivo, che spiega le ragioni di questa sorta di manifesto diacronico e interculturale “Essere pigri non è non far nulla, ma fare ciò che ci si sente nel modo in cui ci si sente di farlo; agire non per forza nelle maglie del rigido sistema che ci vuole tutti zelanti impiegati in una professione riconosciuta e redditizia; rivendicare la libertà di vivere una vita all’altezza delle nostre aspirazioni. Non è vivere senza regole, ma senza oppressione, morale o fisica che sia. È riscoprire cosa significa giocare, ovvero vivere”. A ben vedere, questo manualetto sulla pigrizia altro non è che un’indagine sul vero senso del tempo. Un invito a vivere il presente, l’unico spazio dove la pigrizia può trovare ospitalità, contesi come siamo sempre tra un passato gravoso e un futuro che ci preme con le sue scadenze.

Stefano Scrima (a cura di )
Della pigrizia
Ortica editore
Pagg. 92 – euro 9