LIBRI PER IL 2021: SUL FRONTE DELLA POESIA

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Le donne dell’Armata Rossa, durante la seconda guerra mondiale, hanno avuto un ruolo importante, anche da un punto di vista bellico e non puramente simbolico. Hanno combattuto al pari se non meglio degli uomini sui diversi fronti, anche quelli più duri contro i tedeschi. Nella temperie egalitaria russa, in molti casi si è trattato di donne colte, anche poetesse-eroine. È il caso di Ol’ga Berggol’c e Julija Drunina che appartengono alla generazione dei poeti frontoviki, ovvero i poeti combattenti, definiti così perché hanno lottato al fronte durante la Seconda Guerra Mondiale. Il testo di Greta Poli propone i loro versi straordinari, che dimostrano come sia possibile conservare l’attitudine umana alla poesia persino nei momenti più drammatici, tra i corpi dilaniati dalla bombe, la fame, il freddo, le privazioni più terribili nell’inverno della guerra. Al centro della lirica delle due poetesse, ci sono il popolo, le sue sofferenze, i valori della patria e dell’amicizia, il senso del gruppo e l’appartenenza ad una comunità. La difesa dei propri ideali e della propria madre terra può richiedere anche il sacrificio della vita, un prezzo da pagare altissimo che lascia ferite profonde tra chi resta. Nei versi delle poetesse combattenti c’è la storia, ma è anche un inno alla memoria e un mordente per chi crede nella forza titanica della poesia. “Poetesse combattenti”, si inserisce nel grande filone che da una nazione all’altra – si ricordino anche i nostri poeti in trincea – ribadisce il valore assolutamente civile della poesia.

Greta Poli
“Poetesse combattenti”. Ol’ga Berggol’c e Julija Drunina.
Robin editore
Pagg. 296 – euro 16.00