Lisbona come viaggio e racconto

Spread the love

E’ vero quel che lascia intendere nemmeno tanto velatamente l’autore di questo libro: Lisbona non è una città come le altre e non è semplicemente una città. E’ una condizione dell’anima, il mito ancestrale di un posto che è frontiera dell’oceano e approccio al continente, punto di partenza e di arrivo, terra letteraria e meta letteraria prima ancora che capitale di un regno che è stato grande.
La Lisbona che Marco Grassano ci racconta è quella di oggi che ciascuno può visitare, usando anche questo libro come una guida, ma è anche quella di ieri, con il carico di storia che la città si porta nelle sua mura, sugli intonaci dei palazzi del centro, negli azulejos che la fanno risplendere al sole, nella malinconia della saudade. Forse, come scrive Fernando Pessoa, Lisbona è un sole che sorge da sé: “In mezzo al caseggiato, in un alternarsi di luce e di ombra (o meglio, di luce e di minor luce), il mattino si scioglie sulla città. Sembra che esso non nasca dal sole ma dalla città, e che la luce dell’alto si stacchi dai muri e dai tetti”. Gli fa eco, nella prefazione al volume, Régis Poulet, presidente dell’Istituto Internazionale di Geopoetica: “Analogamente alle perle, che concrezionano uno strato dopo l’altro sotto l’influenza combinata del minerale e del mare, Lisbona ha sedimentato la propria storia con le spalle alla terraferma e il viso al vento. Come le perle, il suo splendore è il suo oriente: rivolta verso Ovest e il grande Oceano Atlantico, ogni passo che la allontanava dall’Est la avvicinava all’Oriente. Come la Luna e le maree, Lisbona si avvicina, Lisbona si allontana”.
Marco Grassano raccoglie le voci di una capitale europea indefinibile e sfuggente nel mito che la riveste come una corazza, voci della gente, del mare, di autori come Pessoa a Tabucchi che hanno saputo cantarne l’anima più vera e inafferrabile.

Marco Grassano
“Lisbona e Tago e tutto”
Tarka edizioni
Pagg. 210 – euro 16.50