Nel primo cerchio di un inferno sovietico

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Di Aleksandr Solženicyn rimane celebre “Arcipelago Gulag”, ma c’è un libro che è immensamente più potente e grandioso, un libro quasi dimenticato e che ora viene finalmente ripubblicato nella sua versione integrale da Voland. Si tratta del volume “Nel primo cerchio”, dove Solženicyn descrive la vita degli intellettuali e dei professionisti “dissidenti” che venivano rinchiusi in una prigione alle porte di Mosca. Colpevoli spesso di nulla, incolpati  a volte solo per una parola, per aver espresso un’opinione, o peggio ancora dopo aver servito la Russia in armi, sospettati di tradimento solo perché avevano militato sul fronte all’estero. Rispetto alla dura vita dei gulag sibariani, la šaraška di Marfino, alle porte della capitale, sembrerebbe quasi un limbo dantesco, appunto un primo cerchio fortunato, un castello per gli spiriti sapienti, se non fosse che chi vi entra è costretto a perdere decenni della sua vita, vedendosi privato della libertà e degli affetti, spesso senza la prospettiva di un’uscita, perché le condanne si prolungano in una sorta di ergastolo costruito su false speranza. In un castello dell’assurdo, claustrofobico e lugubre, vivono la loro vita di prigionieri di uno stato totalitario. Una Russia che, nel tentativo di controllare appieno i suoi detrattori, finiva per entrare nella spirale ridicola dello spionaggio totale, vedendo spie in ogni ambiente e finendo per chiedere a terzi di controllare i controllori che controllavano i controllati. Nel “Primo cerchio”  – anche il titolo allude ad un inferno dantesco dove c’è una sorta di castello dei sapienti, un limbo di menti eccelse – ingegneri, matematici e scienziati di ogni tipo lavorano alla costruzione di apparecchiature ad uso degli apparati statali, come il fatidico riconoscitore di voci, atto ad individuare i sabotatori che in maniera anonima minano le fondamenta del regime. Quello che sconvolge il lettore – e che lo porta a leggere tutte le quasi mille pagine del volume –è l’immensa antologia dell’animo umano che emerge dal docu-racconto. Sebbene in forma romanzata, infatti, il libro racconta vicende reali, dove gli uomini, messi veramente a nudo con la propria esistenza, ne mettono in luce nobiltà e grettezza, bellezza e abiezione, purezza e malvagità, poesia e dolore.

Aleksandr Solženicyn
“Nel primo cerchio”
Voland editore
pagg. 960 – € 26,00