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Reg.Tribunale Salerno n.1090 del 4 giugno 2001  

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Consegnate le Vele ai 23 comuni campani della Guida Blu di Legambiente e Touring Club
 

Prosegue con una giornata dedicata alle Aree Marine Protette e al turismo di qualità il viaggio di Goletta Verde lungo le coste campane. In occasione della Tavola Rotonda Cilento: Aree Marine Protette a gonfie Vele, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e all'informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo di Consorzio Ecogas e Novamont, ha dato il benvenuto ai due parchi marini cilentani di recente istituzione: l'AMP Costa degli Infreschi e della Masseta e l'AMP Santa Maria di Castellabate. L'incontro si è concluso con la 'festa delle vele' per celebrare i 23 comuni campani inseriti nella Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano. "Salutiamo le nuove aree marine protette cilentane di Santa Maria di Castellabate e Costa degli Infreschi-Masseta con grande piacere - ha commentato Michele Buonomo, Presidente Legambiente Campania - tanto più che in questo caso gli enti gestori sono stati individuati giá all'atto dell'istituzione nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e negli enti locali. Un esempio concreto e raro di gestione integrata della fascia marino-costiera, nonché di inutile duplicazione degli enti gestori. È importante che gli enti locali siano protagonisti attivi e concreti dello sviluppo di questi due parchi marini, e che si apra un dialogo continuativo e costruttivo con tutte le realtà sociali ed economiche che vivono la risorsa mare". Buone notizie sul fronte delle AMP arrivano anche da Capri. Potrebbe presto aggiungersi al sistema dei parchi marini campani - che comprende oltre alle due aree marine protette cilentane i parchi marini di Baia e Gaiola, Punta Campanella e Regno di Nettuno - anche l'Area Marina Protetta Isola di Capri. È di pochi giorni fa, infatti, la notizia che entrambi i comuni dell'isola hanno deliberato l'istituzione dell'AMP. Un traguardo importante non solo per Capri e per Napoli, ma per tutta la Regione, che è già oggi una delle più ricche di parchi marini in tutto il Paese. Ma purtroppo sulle AMP non ci sono solo notizie positive. Anzi. Dal Cilento, quindi, Goletta Verde ha lanciato anche l'allarme sullo stato di grave abbandono in cui versano i parchi marini italiani. Pur svolgendo un ruolo imprescindibile per la salvaguardia dello stato di salute dei nostri mari, i parchi marini sono diventati infatti una sorta di terra di nessuno, lasciati senza governo e con scarse risorse da almeno 9. Un fatto gravissimo. Tanto più in considerazione della vulnerabilità del delicato sistema chiuso del Mediterraneo. "Il sistema italiano delle AMP - commenta Sebastiano Venneri, Vicepresidente Legambiente - versa in uno stato di colpevole abbandono da almeno 9 anni. I ministri che si sono succeduti al dicastero dell'Ambiente nell'ultima decade, infatti, hanno tutti indistintamente lasciato a se stesso il settore. Un'altra drammatica conferma dello stato di abbandono in cui versano i parchi marini - prosegue Venneri - arriva dalle risorse destinate al settore che, dopo un lungo tira e molla tra enti gestori e ministro dell'Ambiente, hanno vista ripristinata la voce di bilancio prevista lo scorso anno, circa 6 milioni di euro. Peccato che nel frattempo i parchi marini siano passati da 26 a 30 e che tale cifra fosse del tutto insufficiente già per lo scorso anno. Basti pensare che una somma di poco superiore, 6,5 milioni di euro, è stanziata in Francia per le gestione del solo Parco regionale della Corsica". Per uscire da questa situazione di impasse e restituire ai parchi marini il ruolo di risorsa strategica e opportunità di sviluppo di qualità per gli oltre 7 mila chilometri di costa del Belpaese, Legambiente chiede al ministro Prestigiacomo un cambio di rotta rispetto alla politica disattenta che ha caratterizzato questi primi anni del suo mandato. C'è bisogno di attenzione, governo, riordino normativo, ma soprattutto di risorse certe e adeguate per la buona gestione dei parchi marini italiani. Cinque Vele e non solo. La Tavola Rotonda di Castellabate è stata anche l'occasione per festeggiare i 23 comuni campani premiati dalla Guida Blu firmata Legambiente e Touring Club Italiano. Oltre alle Cinque Vele assegnate per il decimo anno a Pollica Acciaroli e Pioppi, sono altre 25 le località costiere campane inserite nelle Guida Blu. I 26 comuni campani premiati dalla guida vedono riconosciuti i loro sforzi per la salvaguardia di terra e mare. Le amministrazioni 'delle vele', infatti, hanno scommesso sulla qualità a trecento sessanta gradi, coniugando l'offerta turistica al rispetto dell'ambiente. In vetta alla classifica regionale e anche nazionale dei comuni delle vele si conferma Pollica Acciaroli e Pioppi (Sa) con il massimo riconoscimento. Al secondo gradino del podio troviamo Pisciotta (Sa), quindi Centola-Palinuro (Sa) entrambe con quattro vele. Seguono le nove località a tre vele: Positano (Sa), Castellabate (Sa), Cetara (Sa), Ascea (Sa), Capaccio-Paestum (Sa), Massa Lubrense (Na), San Giovanni a Piro-Scario (Sa), Anacapri (Na) e Capri (Na). Sono a due vele, invece, i seguenti undici Comuni: Vico Equense (Na), Casal Velino (Sa), Sapri (Sa), Agropoli (Sa), Camerota (Sa), Procida (Na), Amalfi (Sa), Vietri sul Mare (Sa), Ischia (Na), Praiano (Sa) e Sorrento (Na). Le tappe di Goletta Verde in Campania sono state anche l'occasione per evidenziare la forte crescita delle strutture ricettive e turistiche di questa regione, che hanno scelto di qualificarsi per le buone pratiche ambientali. Nuovi gruppi di operatori turistici hanno deciso di aderire all'etichetta ecologica di Legambiente Turismo, la più importante iniziativa di questo tipo in Italia e la seconda in Europa. Negli ultimi mesi sono stati firmati protocolli d'intesa con i Comuni di Cetara in Costiera d'Amalfi, Eboli nella Piana del Sele e Mondragone nel litorale Domiziano e con alcune associazioni di categoria e consorzi di operatori. Queste intese, che si aggiungono all'intesa presente da tempo nel Parco del Cilento, prevedono l'adozione di misure semplici ma efficaci tese a migliorare la gestione ambientale e il comfort, ridurre i consumi critici, ridurre l'impatto delle proprie attività sull'ambiente e promuovendo l'ambiente circostante. Vi aderiscono in Campania 33 imprese con oltre 3000 posti . Si tratta di 5 hotel, 3 agriturismi, 11 ristoranti, 5 B&B, 2 residence, 3 villaggi turistici, 3 stabilimenti balneari, un'azienda di noleggio imbarcazioni da diporto. Si trovano in alcune fra le più interessanti località della regione fra cui Agropoli, Ascea, Camerota, Paestum, Casalvelino, Palinuro, Cetara, Perdifumo, Pisciotta, Pollica, Eboli, S. Cipriano in Provincia di Salerno; Mondragone in Provincia di Caserta che sono già state controllate dagli esperti di Legambiente come prevedono gli accordi firmati. Parte di esse si trovano già sull'edizione 2010 della Guida Blu nella sezione Turismo e Ambiente e (tutte) sul sito web dell'associazione all'indirizzo www.legambienteturismo.it.

 
 

 
 

 

 

 

27/07/2010


 

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