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Reg.Tribunale Salerno n.1090 del 4 giugno 2001  

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GIOCO D’AZZARDO: VASTA OPERAZIONE della GUARDIA DI FINANZA NELL’AGRO NOCERINO E PIANA DEL SELE
Sequestrati 61 apparecchi tra “videopoker” e “slot machine”. Denunciati soggetti economici titolari di esercizi pubblici e noleggiatori.

Nell’ambito dei servizi di controllo economico del territorio predisposti e coordinati dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, le Fiamme Gialle della Compagnia di Nocera Inferiore e della Tenenza di Battipaglia, hanno effettuato una serie di interventi mirati a contrastare violazioni penali ed amministrative perpetrate mediante apparecchi e congegni da divertimento ed intrattenimento (i cc.dd. “Videopoker” e “Slot Machine”). I Finanzieri, nel corso delle attività ispettive e di controllo, hanno sottoposto a sequestro, nr. 30 Videopoker, nr. 31 Slot Machine e la somma di denaro pari ad oltre 3.000 euro, rinvenuta all’interno delle gettoniere. Le operazioni di servizio, eseguite presso Bar, Circoli Sportivi e Sale giochi, sono state, principalmente, indirizzate a: - scoprire casi di mancato collegamento dei videogiochi alla rete informatica dei Monopoli di Stato, che costituisce, oggi, il presupposto necessario per la corretta applicazione della normativa fiscale; - verificare eventuali manomissioni delle schede installate nei singoli apparecchi rispetto a quelle depositate presso i Monopoli di Stato; accertare tutti i requisiti di legge necessari per consentire il funzionamento dei videogiochi presso l’esercizio commerciale. Le risultanze dei controlli eseguiti hanno consentito il deferimento, a piede libero, alle competenti Autorità Giudiziarie, di numerosi soggetti (tra titolari di esercizi pubblici e noleggiatori di apparecchi elettronici e giocatori), per gioco d’azzardo a vario titolo e la segnalazione all’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato di Salerno per l’adozione delle sanzioni accessorie previste. L’aumento dei risultati conseguiti nello specifico settore, conferma che stiamo assistendo a una crescente e sempre più differenziata offerta di occasioni per il gioco d’azzardo. Recentemente sono stati emanati una serie di provvedimenti tesi a determinare con esattezza i requisiti che devono avere gli apparecchi e congegni da divertimento ed intrattenimento per essere considerati idonei al gioco lecito. Infatti, la legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), modificando l’art. 110 del T.U.L.P.S., disciplina la materia individuando gli apparecchi di tipo lecito ed in particolare stabilisce che essi devono essere collegati alla rete telematica gestita dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS). Tali apparati, inoltre, devono essere in condizione di registrare e rendere disponibili al sistema centrale della prefata AAMS i dati di funzionamento e di gioco. L’art. 110 del T.U.L.P.S., in relazione al mancato collegamento degli apparecchi alla rete telematica, prevede la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 6.000 € per ciascun apparecchio, nonché la confisca del medesimo. La stessa sanzione è prevista per il gestore che corrisponde vincite e premi in denaro. Per quanto è possibile documentare, i dati relativi alle “spese per giochi” da parte degli italiani, indicano un forte e crescente “consumo” parallelamente ad un proliferare di proposte la cui tendenza è quella di una maggiore liberalizzazione o quantomeno una maggiore diffusione di forme di gioco legalizzato, talvolta avallato dalla necessità di apportare nuovi introiti alle casse dell’Erario. Le abitudini di gioco degli italiani sembrano essere notevolmente cambiate rispetto agli anni precedenti. Infatti, si calcola che gli scommettitori costituiscano il 70-80% della popolazione adulta. Nella maggior parte dei casi si tratta di un passatempo lecito e di per sé innocuo, che ha assunto però dimensioni impressionanti, anche per il volume di denaro che, appunto, movimenta. Se il gioco costituisce un’attività sociale diffusa che, per la maggior parte delle persone non costituisce particolari problematiche, per altre, si assiste ad un crescente di situazioni che possono generare anche una vera e propria dipendenza con conseguenze, anche drammatiche, per i giocatori stessi e per le loro famiglie. Il Corpo della Guardia di Finanza profonde il suo impegno nel costante aggiornamento delle proprie attività info-investigative volte al contrasto delle attività criminose che, con mezzi economici sicuramente derivanti dai proventi della criminalità organizzata, si evolvono e perfezionano metodi ingegnosi al fine di aggirare la normativa. Per capire il fenomeno appare utile sottolineare alcuni sistemi di frode emblematici, comunque scoperti dalla Guardia di Finanza come quello della “messa in rete” di migliaia di apparecchi “taroccati”: più in particolare, le “macchinette illegali” erano state dotate di un cavetto appositamente inventato, tramite il quale venivano comunicati ai Monopoli soltanto una piccola percentuale dei dati relativi alle giocate. In tal modo venivano sottratti all’Erario gran parte degli incassi che sfuggivano pertanto a tassazione. Il gioco d’azzardo ha trovato campo anche sulla rete internet, il cui utilizzo per finalità illegali è in pieno sviluppo, i cd. “casinò virtuali”. L’attività della Guardia di Finanza a tutela del monopolio statale di giochi, scommesse e concorsi pronostici è perseguita efficacemente da diversi anni, con una specifica attenzione ai periodi di “vacatio legis” ossia allorquando nell’ambito di introduzione e/o di modifiche alla legislazione, diviene penetrabile il sistema e, quindi, più facile che lo stesso si presti a fenomeni criminogeni. L’impegno del Corpo è in particolar modo significativo, ove si consideri che l’Autorità Politica, oramai ininterrottamente dal 2003, vincola l’istituzione all’impiego di un consistente ammontare di risorse umane da destinare all’azione di contrasto del fenomeno del gioco clandestino e irregolare. In conclusione, il Corpo della Guardia di Finanza si dimostra sempre più sensibile a queste fenomenologie, per cui, attraverso una crescente presenza sul territorio, attua una costante attività preventiva e repressiva nello specifico settore, anche mediante controlli mirati ed a largo raggio destinati al contrasto di fenomeni di illegalità ed alla verifica del rispetto della normativa, sia per la tutela del giocatore medesimo che per tutelare gli interessi dello Stato.

 
 

 
 

 

 

 

29/07/2010


 

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