STRENNE DI NATALE – BREVE PROFILO DI TEOLOGIA DELLA BELLEZZA

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La nostalgia di Cristo, il desiderio di vederlo, riaverlo, immortalarlo qui su questa terra, di figurarselo e di pregarlo attraverso un’immagina ha nutrito per duemila anni l’arte cristiana. Senza che questo fosse un motivo esclusivo e didascalico, perché i temi sono stati diversi, abbracciando il suo messaggio d’amore, le storie del Vangelo, l’incarnazione del vangelo stesso nella vita quotidiana. Fino alle espressioni contemporanee che – talvolta – a prima vista potrebbero sembrare lontane dal messaggio cristiano e che invece lo vivono pienamente nei motivi del dubbio, dell’interrogazione, del tormento interiore per una fede che non c’è e magari vorrebbe esserci. In questo libro di un grande esperto internazionale come il professore Timothy Verdon –  formatosi alla Yale University e oggi direttore del Museo dell’Opera di S. Maria del Fiore a Firenze- c’è una straordinaria sintesi che attraversa duemila anni di arte e propone una documentazione essenziale sul rapporto fra cristianesimo e bellezza. Da sempre la Chiesa, attraverso il dialogo con gli artisti e la committenza, si è interessata di arte (non solo quella sacra in senso stretto) ma è nel Novecento che questo rapporto di si è fatto più serrato e proficuo, basti considerare la straordinaria ricchezza di opere del fondo specifico dei Musei Vaticani. In questo bel libro di Verdon, corredato da illustrazioni a colori, si prendono in considerazioni le basi teologiche, le tappe evolutive, i maestri e i capolavori. Uno sguardo che dall’Italia si allarga all’intera Europa, per ricordarci che la bellezza è una delle espressioni più intense del messaggio cristiano, nonché uno strumento di salvezza.

Timothy Verdon
“Breve storia dell’arte cristiana”
Queriniana editore
pagg. 288 – euro 22.00