STRENNE DI NATALE – DANTE PER VIAGGIATORI D’INFINITO

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Quasi tutti i bibliofili amano in particolar modo un genere tutto particolare: la letteratura di viaggio. Spesso si dimentica che rientra in questa categoria – tra le tante che abbraccia – anche la Divina Commedia. Dante compie un viaggio particolare, il più intenso e coinvolgente oltre che esclusivo – lo hanno fatto davvero in pochi, Enea, Cristo, San Paolo – quello nell’aldilà, nel mondo senza tempo della vita eterna. Ce lo ricorda, dando al suo libro una caratterizzazione particolare, Marco Bonatti con “Dante a piedi e volando” (Edizioni Terra Santa 2020, pagg. 240 – euro 17.00). Nel suo compendio personalissimo, Bonatti è bravo ad aggiungere suggestioni alle suggestione dantesche. Il titolo stesso nasce da una considerazione di fondo: dante si muove a piedi nell’Inferno e nel Purgatorio, volando nel Paradiso, dove tutte le categorie umane sono annullate e persino il linguaggio umano diventa insufficiente, tanto che Dante s’inventa un verbo che non esiste “trasumanar”, “significar per verba non si poria”. Per chi ama Dante, questo libro – da leggere e conservare – si aggiunge alle diverse pubblicazioni che stanno uscendo con l’avvicinarsi della celebrazione dei 700 anni dalla morte del Poeta, che ricorre nel 2021. L’invito è anche a considerare la vera natura dell’Opera,  che è per definizione una commedia a lieto, anzi “beato” fine. Lo ribadisce Bonatti nella sua introduzione: “quel poema complicato, erudito e pieno di enigmi è prima di tutto «commedia». Cioè rappresentazione, spettacolo, teatro. La straordinaria fortuna di Dante lungo questi primi sette secoli è lì a dimostrarlo; il successo di lavori come quelli di Benigni o Sermonti lo conferma. E come dimenticare Carmelo Bene che declama Ulisse dall’alto della Torre degli Asinelli? O le straordinarie serie di letture dantesche che la Rai trasmise in epoche diverse, con le interpretazioni di Gassman, Albertazzi, Sbragia e tanti altri? Perché la Commedia è popolare: parla della vita e della morte, di Dio e della giustizia; è scritta in prima persona da un uomo arrabbiato e pieno di delusioni che non si dà per vinto. Un uomo capace di piangere e di smarrirsi, ma che non perde mai la speranza”.  Così accanto alle letture colte, filologiche, piene di note della Commedia, esiste il diritto – direbbe Pennac – ad una lettura leggera (nel senso che piaceva a Italo Calvino delle Lezioni Americane), ludica, piacevolissima delle tre Cantiche. Del resto i nostri avi, anche quelli analfabeti, ne mandavano a memoria interi stralci, e ascoltarla, recitarla, godere della musicalità delle rime rimane un puro diletto ancora oggi. Ben venga quindi questo “viaggio” nella geografia immaginifica e sublime dell’Alighieri. Con Dante di Bonatti siamo tutti turisti-cercatori dell’Aldilà.

Marco Bonatti
“Dante a piedi e volando”
Edizioni Terra Santa
Pagg. 240 – euro 17.00