Viaggio intorno al mondo attraverso le parole più curiose in un libro da non perdere

Spread the love

cover_nonhoparoleForse per l’umanità il dopo Babele è stata una fortuna. La ricchezza di ogni lingua è un patrimonio che non si finisce mai di scoprire appieno. Prova invece ad approfondire questi “rivoli” di linguaggio l’originale libro “Non ho parole”, edito da Armenia. E’ una sorta di vocabolario – e talvolta di frasario – interlinguistico sui generis, una babele su carta di espressioni singolari che indicano altrettanto singolari modi di essere, sentimenti, emozioni, stati d’animo, interiezioni. In alcune lingue ci sono poi intere espressioni che una sola parola racchiude e sintetizza; attraverso un solo idioma, con la forza e la magia di un suono si esprimono significanti talvolta anche poetici. “L’idea di questo libro – spiegano le autrici  -ci è venuta guardando gli indiani salire lungo le facciate per pulire i vetri dei grattacieli a New York. Le loro tribù ignorano la parola “vertigini”, nella loro lingua manca, mancano la sensazione e il concetto stesso”. Esistono termini stranieri che sono intraducibili nella nostra lingua. Esprimono sensazioni e sentimenti che che non appartengono alla nostra cultura e quindi non hanno il loro equivalente italiano. In questi casi è ancora più bello perché il termine ci invita a viaggiare dentro il sentire e il pensare di un popolo, in un confronto con le diverse culture che è sempre arricchimento. Le due autrici di “Non ho parole”, la regista Yolande Zauberman e la scrittrice Paulina Mikol Spiechowicz, hanno raccolto migliaia di termini bizzarri e li propongono ai lettori curiosi, secondo una suddivisione tematica di facile consultazione. L’importante – per citare una delle tante espressioni che colpiscono – è non fare “Tsundoku” che in giapponese significa comprare dei libri, lasciarli impilare sul pavimento, sugli scaffali o sul comodino senza leggerli. Questo libro, invece, potrà essere letto tutto d’un fiato o all’occorrenza, aperto a caso, sfogliato come se si compisse un viaggio intorno al mondo. Sarebbe cosa buona anche adottarlo nelle scuole, il confronto con le altre lingue aiuterebbe gli studenti ad amare anche di più la proria.

Yolande Zauberman e Paulina Mikol Spiechowicz
“Non ho parole” – Espressioni curiose da tutto il mondo
Armenia editore
Pagg. 319,  euro 13.00